Terremoto centro Italia, Errani a Festareggio per la prima volta come commissario
L’ex presidente della Regione Emilia-Romagna sarà ospite lunedì sera al Campovolo in occasione di una serata benefica in favore dei terremotati, fra musica, amatriciana e politica
REGGIO EMILIA. La nuova avventura dell’ex governatore, Vasco Errani, partirebbe proprio da Reggio Emilia, in quella che potrebbe essere a tutti gli effetti la sua prima uscita pubblica dopo la sempre più probabile investitura a commissario per la ricostruzione del terremoto che il 24 agosto ha devastato il Centro Italia.
L’invito all’ex governatore di fatto è già partito, attraverso un contatto telefonico con il segretario provinciale Pd, Andrea Costa. E in casa Pd sono già al lavoro per organizzare una grande serata di solidarietà al Campovolo, in favore delle popolazioni colpite. La data indicata sul calendario è lunedì prossimo, tradizionale giorno di chiusura di FestaReggio, che invece questa volta lascerebbe aperti in via straordinaria i soli ristoranti in funzione del grande evento.
Ospite d’eccezione sarebbe proprio Errani, che fresco di nomina tornerebbe così in città a distanza di appena due settimane dalla sua ultima apparizione reggiana, lo scorso 19 agosto sempre al Campovolo: un primo passo verso il suo ritorno sulla scena politica, dopo le dimissioni da governatore nel 2014 e dopo l’assoluzione definitiva dal caso Terremerse, nel giugno scorso.
In occasione della sua ultima visita reggiana, l’ex presidente della Regione non si era sbilanciato sul futuro, affermando genericamente di voler portare un suo contributo al Paese. Un contributo richiesto ora con urgenza dal premier, Matteo Renzi, che sin dalle prime ore avrebbe indicato in Errani la persona giusta per ricostruire i paesi distrutti dal sisma.
È stato lo stesso premier infatti a indicare il “modello Emilia” come la strada da seguire: «Quel territorio ha “tenuto botta”, come si dice da quelle parti, ricostruendo subito e bene – ha scritto nell’ultima sua enews – Le aziende sono ripartite, più forti di prima. E la coesione mostrata è stata cruciale per raggiungere l’obiettivo. Dovremo prendere esempio da queste pagine positive».
Pagine scritte in prima persona dall’allora governatore che, dopo le scosse del 20 e 29 maggio 2012, nelle vesti di commissario diede il via alla ricostruzione in Emilia, fianco a fianco con l’allora numero uno della Protezione civile, Franco Gabrielli, oggi capo della Polizia. La ricostruzione partì da zero, in ogni senso.
Anche a livello normativo, in assenza di una legge sulle calamità naturali il cui iter è in Parlamento. In partenza, pochi punti certi: no all’allestimento di new town, come era avvenuto a L’Aquila, ma una ricostruzione sensibile al tessuto storico dei centri urbani, in collaborazione con sindaci e cittadini.
Un modello da declinare ora alla realtà del Centro Italia, profondamente diversa dalla Bassa Emiliana. A cominciare dalle differenze morfologiche e produttive. Una sfida sulla quale l’ex governatore finora non si è mai sbilanciato, trincerandosi dietro a ripetuti “no comment” di fronte all’ipotesi sempre più concreta della sua nomina. Un incarico dal quale tuttavia Errani sembra ormai a un passo. Subito dopo la nomina, il neo commissario si recherà subito nelle zone terremotate.
E solo allora si potrà capire fino a che punto potrà rispondere presente all’invito del Pd reggiano, al quale avrebbe comunque promesso di fare il possibile per non mancare all’appuntamento del Campovolo, nel caso in cui dovesse essere già di rientro dalla sua prima visita nelle zone colpite.
Ed è qui, nel Campovolo di Reggio Emilia, che porterebbe così la sua prima testimonianza diretta dai luohi terremotati, scattando una prima fotografia su ciò che si dovrà fare nel percorso necessario alla ricostruzione.
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