Turista rapinato in treno, nuovo arresto
La Polfer identifica, tramite filmati e testimonianze, un 27enne che oggi sarà interrogato dal gip
REGGIO EMILIA. Nuovo arresto – è il terzo – relativo ad una rapina commessa il 5 novembre scorso con inaudita violenza (calci e pugni), in pieno giorno, su un treno fermo in stazione a Reggio: la vittima, un viaggiatore giapponese 40enne, non aveva nemmeno sporto denuncia quel giorno e aveva proseguito il viaggio.
Ora le indagini della polizia ferroviaria – coordinate dal pm Giulia Stignani – hanno portato alla notifica della misura cautelare degli arresti domiciliari per il marocchino 27enne Imad Lembarki. Il nordafricano verrà sentito questa mattina in tribunale dal gip Giovanni Ghini che ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare su richiesta del pm Stignani. Si tratterà, quindi, di un interrogatorio di garanzia in cui il giovane marocchino sarà difeso dall’avvocatessa Gisella Mesoraca.
L'episodio era stato riportato dalla Gazzetta di Reggio. Sei giovani, secondo le testimonianze, avevano preso parte al violento raid: due restarono sul marciapiede a fare da palo mentre gli altri entrarono nella carrozza di un interregionale diretto ad Ancona e picchiarono la vittima per rapinarlo del portafoglio. Poi la gang si era rapidamente dileguata, facendo perdere le sue tracce. Partendo dall'articolo del nostro giornale e dalla testimonianza che vi era riportata, la Polfer ha ricostruito l'intera vicenda e identificato cinque giovani che presero parte a quell'assalto. Le telecamere del sistema di videosorveglianza della stazione di piazzale Marconi sono state decisive per il riconoscimento dei responsabili.
Il 30 luglio scorso sempre gli agenti avevano eseguito le prime due ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip Ghini. Ai domiciliari erano finiti un 32enne di Reggio Emilia e un 24enne di Cavriago. I cinque sono marocchini o figli di immigrati nordafricani. Poi nell'interrogatorio i due arrestati, difesi dall'avvocato Mario Di Frenna, hanno ammesso che il 5 novembre scorso si trovavano in stazione, ma hanno sostenuto di essere rimasti sul marciapiede e comunque di non aver partecipato alla rapina a carico del turista. Non hanno potuto negare di essere in piazzale Marconi perché il loro passaggio è stato documentato.
La rapina era stata commessa con particolare violenza su un treno fermo al binario 4. Erano le 16.47 quando un 40enne giapponese, che era appena salito, venne bloccato e picchiato con calci e pugni. La vittima cadde a peso morto fuori dal treno, davanti ai piedi del capotreno che stava per dare il segnale per la partenza del convoglio. Una testimone aveva assistito alla scena e raccontò quella sequenza drammatica alla Gazzetta di Reggio. Successivamente la Polfer ha ascoltato la donna, che ha dato un contributo deciso alla ricostruzione della dinamica.
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