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Fusione, stasera l’assemblea a Campegine

Fusione, stasera l’assemblea a Campegine

Tra i relatori Giammaria Manghi, che sostiene il sì: «Non ci sono altre strade per le piccole comunità»

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CAMPEGINE. «La fusione è l’unico modo, per i piccoli Comuni, di sopravvivere». Giammaria Manghi, presidente della Provincia di Reggio Emilia, sarà tra i relatori della seconda assemblea pubblica informativa sulla fusione (se passerà il referendum del 16 ottobre prossimo) tra Sant'Ilario, Gattatico e Campegine.

L’appuntamento – l’ultimo organizzato dagli amministratori, che saranno poi costretti al silenzio causa voto ravvicinato – è in programma questa sera alle 21 nel parco di piazza Alcide Cervi a Campegine. Manghi relazionerà assieme a Fabio Federici, assessore alle attività produttive di Valsamaggia e ad Antonio Manari, sindaco di Ventasso, che porteranno dati ed esempi concreti dei Comuni nati da fusione rispettivamente nel Bolognese nel 2014 e sull’Appennino reggiano nel 2015. Sulla vivace assemblea svoltasi lunedì a Praticello di Gattatico, dove i consiglieri relatori della legge regionale sono stati contestati, Manghi non si esprime. «Rispetto le opinioni di tutti, anche dei Comitati contrari, e mi rendo conto che le fusioni non sono semplici da metabolizzare perché cambiano le storie delle comunità e le abitudini dei residenti. Io però non voglio entrare nella diatriba. Rappresento le istituzioni coinvolte nel cambiamento e mi limito a ribadire per l’ennesima volta qual è il mio punto di vista. il progetto di fusione ha l’obiettivo di mettere i Comuni in condizioni di soddisfare al meglio i bisogni delle comunità. Oggi, alla luce della moltiplicazione dei servizi e delle risorse sempre più assottigliate rispetto al passato, non c’è altra scelta: penso che un Comune unico di 23mila abitanti garantirà risorse di milioni, che altrimenti non esisterebbero, per un periodo prolungato, e quindi consentirà di affrontare le sfide del futuro qualificando i livelli di erogazione dei servizi». Manghi è consapevole dell’effetto apripista che avrebbe la vittoria del sì. «Un risultato positivo farebbe da volano per tutta la provincia reggiana: stanno riflettendo su un ipotetico approdo l’Unione Terre di Mezzo (Cadelbosco Sopra, Castelnovo Sotto e Bagnolo) e Vezzano, Casina e Baiso. Movimenti sul territorio generati dalla consapevolezza che, con le cifre attuali a disposizione, i Comuni non hanno una prospettiva di servizi: è questo il punto determinante e in questa direzione oggi va il mondo».

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