Nasce il progetto “UniAmo” per rinsaldare la comunità
CASTELNOVO SOTTO. Nel corso della prima serata della Festa del volontariato 2016, il sindaco Maurizio Bottazzi ha presentato ieri sera il progetto UniAmo Castelnovo. Inteso come progetto di comunità,...
CASTELNOVO SOTTO. Nel corso della prima serata della Festa del volontariato 2016, il sindaco Maurizio Bottazzi ha presentato ieri sera il progetto UniAmo Castelnovo.
Inteso come progetto di comunità, derivato dalla collaborazione fra il mondo del volontariato (Caritas, Avo, Auser, Cep), l'amministrazione comunale, l'Unità pastorale San Francesco, l'Asp Opus Civium, l'istituto comprensivo Marconi e il Servizio sociale dell'Unione Terra di Mezzo, nasce come un vero e proprio laboratorio che intende incontrare i cittadini capillarmente nei quartieri del paese, casa per casa. Il punto di partenza è la necessità di ristabilire relazioni, riproporre legami: nell’epoca dei social, mentre computer e televisore invitano a rimanere chiusi a casa propria, a Castelnovo di Sotto si è deciso di investire nell’uscire per le strade ed i quartieri ad incontrare gente. «Può essere che ci si limiti a scambiare due parole o semplicemente a bere insieme un caffè – spiegano i volontari che si sono preparati per portare avanti il progetto – oppure non sarebbe strano trovare porte chiuse, ma alla naturale iniziale diffidenza siamo convinti che seguirà l’incontro, il legame. Vorremmo passasse un messaggio di disponibilità all’incontro, di attenzione e voglia di guardarsi negli occhi, la relazione si costruisce così, uno davanti all’altro con fiducia». Nei prossimi giorni il progetto sarà portato a conoscenza della cittadinanza e partirà dal quartiere Cavagnola grazie ai volontari e ai facilitatori, cioè i cittadini residenti nel quartiere che agevoleranno il compito di chi andrà a proporsi e ad incontrare casa per casa le persone. L’intento è di creare tanta fiducia, in modo che anche altri abitanti del quartiere aderiscano e si rendano disponibili per intraprendere lo stesso percorso in altri quartieri del paese. Andare a trovare qualcuno a casa propria e chiedergli come sta era un tempo una cosa normalissima che si è andata via via perdendo. A Castelnovo di Sotto si vuole recuperare questo, prima che si perda la volontà di interessarsi dell’altro. «È un metodo di lavoro che vorremmo diventasse contagioso – promettono volontari ed operatori – una scommessa difficile ma che vogliamo vincere».
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