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Caccia, a Reggio Emilia si può già ricominciare a sparare

Leonardo Grilli
Caccia, a Reggio Emilia si può già ricominciare a sparare

In attesa della nuova stagione fino al 18 settembre i giovedì e le domeniche si potranno cacciare tortore, corvidi e storni

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REGGIO EMILIA. A Reggio Emilia e in tutta l'Emilia Romagna quella di giovedì primo settembre è stata la giornata di preapertura della caccia. Un’anticipazione limitata ad alcune forme di attività venatoria relative a poche specie di uccelli, rispetto all'apertura generale vera e propria, prevista per domenica 18 settembre.

Sarà possibile cacciare, infatti, solo la tortora (Streptopelia turtur), la cornacchia grigia (Corvus cornix), la gazza (Pica pica), la ghiandaia (Garrulus glandarius) e il merlo. E solo in determinati giorni: oltre a ieri la caccia sarà praticabile dalle 6.50 del mattino fino alle 13 di domenica 4 settembre, giovedì 8, domenica 11 e giovedì 15.

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Quattro giorni durante i quali andranno però osservate delle precise limitazioni, oltre a quelle che riguardano le specie cacciabili.

«La preapertura della caccia – spiega Lorenzo Ferrari, comandante della polizia provinciale che ha il compito di vigilare sul corretto comportamento dei cacciatori – è estesa a tutta la provincia solo su appostamento. Non si può, in parole povere, andare in giro con i cani addestrati fino al 18 settembre. Da quel giorno fino al 31 gennaio poi, fatta eccezione per gli ungulati in selezione che potranno essere cacciati fino al 15 marzo, aprirà la stagione venatoria vera e propria, con le normali regole di comportamento. Si potrà andare in giro con i cani liberi, uccidere le specie tradizionalmente cacciate nel Reggiano come la lepre e il fagiano o cacciare per appostamento tutte le altre specie come le anatre selvatiche».

Diversa questione invece riguarda la caccia di selezione, ovvero quella pratica tradizionalmente adottata che sfrutta i cacciatori per il controllo del numero della popolazione di alcune specie. Soprattutto gli ungulati. Già da sabato 16 aprile infatti si è partiti con la caccia di selezione al cinghiale, mentre il primo giugno ha aperto quella al capriolo.

Questa pratica però non è uniforme e segue delle specifiche regole in base al sesso dell’animale o al periodo consultabili sul sito della Regione Emilia-Romagna. In attuazione della legge regionale n. 13/2015 infatti a decorrere dal primo gennaio 2016 le funzioni di caccia e pesca, e il relativo personale, sono passate alla Regione.

Con la conseguenza che quest’anno per la prima volta sul tutto il territorio emiliano-romagnolo c’è un unico calendario venatorio. Stesse date, stessi orari, stesse modalità di prelievo da Rimini a Piacenza. Il nuovo calendario sostituisce i nove calendari provinciali che per oltre 20 anni hanno scandito la caccia.

Con la possibilità per gli Atc di integrare il calendario tramite accordi quadro con le organizzazioni agricole o di presentare specifici progetti sperimentali, per motivate esigenze di tipo ambientale, agricolo o di gestione della fauna.

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