Baby vandali per due mesi al “lavoro” con la ramazza
Quattro Castella: si erano costituiti confessando di aver distrutto un cassonetto L’accordo bonario tra sindaco e genitori prevede che puliscano strade e ciclabili
QUATTRO CASTELLA. In giro per il paese armati di ramazza, a raccogliere le foglie cadute che disturbano il passaggio sulle piste ciclabili e a tenere pulite le pubbliche vie. È questo il lavoro “socialmente utile” che svolgeranno i tre ragazzini, tutti minori di 14 anni, che giovedì si sono presentati in municipio con i genitori, confessando di essere stati gli autori dell’ultimo atto vandalico: il cassonetto dei rifiuti andato completamente distrutto dalle fiamme in via dei Lavoratori la sera precedente.
Dopo l’episodio - l’ultimo di una serie di incendi dolosi e imbrattamenti compiuti negli ultimi mesi al circolo Pavaglione, nel campetto delle scuole medie e al parco del Melograno - il sindaco Andrea Tagliavini era intervenuto con decisione, incaricando la polizia municipale di visionare le telecamere e annunciando che avrebbe denunciato i responsabili, oltre a invitare ragazzi e genitori a conoscenza di informazioni a farsi avanti. La polizia municipale, la sera stessa, aveva raccolto indizi: nel video si vedevano tre ragazzini arrivare in bicicletta e lanciare qualcosa dentro il cassonetto. Era bastata qualche domanda fatta circolare tra i ragazzini di quella fascia d’età per spingere gli autori a “confessare”: figli e genitori si erano presentati in municipio, dove i tre, alunni delle scuole medie, avevano confessato di aver lanciato due petardi all’interno del contenitore, avevano parlato di scherzo e si erano mostrati molto pentiti dell’accaduto. Da parte loro i genitori, stupiti e dispiaciuti, si erano detti disponibili a rifondere i danni, 800 euro, e avevano esortato l’amministrazione a far svolgere ai figli discoli dei lavori socialmente utili, a mo’ di lezione educativa.
La vicenda, in paese, ha sollevato vasta eco, e l’annuncio del sindaco su Facebook ha riscosso 200 “like” in poche ore.
Ieri, dopo un breve consulto con mamme e papà sulla concretizzazione dell’accordo – accordo bonario e informale –, l’amministrazione ha stabilito che il “lavoro” che i tre studenti svolgeranno, a partire dal 12 settembre e per due mesi, consisterà nel prendersi cura di viale Marconi, che conduce dalla piazza alla chiesa, e nel tenere sgombra dalle foglie la pista ciclabile: poche ore con scopa e paletta in mano che hanno, ovviamente, una valenza del tutto simbolica.
«Speriamo di aver interrotto l’emulazione - conclude Tagliavini - che questo sia un monito: d’ora in poi i minori ci penseranno due volte prima di compiere atti vandalici».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
