Gazzetta di Reggio

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Espulsioni e rimpatri, giro di vite della polizia

di Jacopo Della Porta
Espulsioni e rimpatri, giro di vite della polizia

L’ufficio stranieri della questura intensifica i controlli sui permessi di soggiorno Un rapinatore e uno spacciatore messi su un aereo nelle ultime ore

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REGGIO EMILIA. L’ufficio immigrazione della questura, diretto da Francesco Baiano, ha espulso dall’inizio dell’anno 180 persone. Quaranta stranieri sono invece stati accompagnati in modo coatto alla frontiera (26 casi) e ai centri di identificazione: un provvedimento più efficace della semplice espulsione.

A questi numeri si aggiungono 195 decreti di rifiuto del permesso di soggiorno e 55 permessi revocati dal questore. I provvedimenti di rifiuto e revoca sono stati adottati a seguito di controlli che hanno fatto emergere che gli stranieri avevano mentito sul loro domicilio o sul fatto che avessero un lavoro. Altri provvedimenti sono invece stati adottati nei confronti di persone che hanno commesso gravi reati, cpme spaccio di droga, furti, rapine e risse.

Nell’ultima settimana l’ufficio immigrazione ha espulso 7 persone, di cui due portate alla frontiera.

Tra le persone espulse, cioè alle quali viene intimato di lasciare il territorio nazionale, c’è anche il marocchino 27enne Ismail Sabre, autore pochi giorni fa di una rapina in via Toschi ai danni di un passante. Ieri i poliziotti hanno invece rimpatriato un marocchino di 27 anni autore di furti e rapine in zona stazione. L’accompagnamento coatto è un provvedimento complesso in quanto lo straniero deve essere identificato senza ombra di dubbio e solo a quel punto i Paesi d’origine forniscono un lasciapassare per il viaggio aereo.

Nei giorni scorsi gli uomini del dottor Baiano hanno provveduto a rimpatriare anche un albanese di 38 anni, che si è distinto per spaccio di droga e sfruttamento della prostituzione: l’uomo è stato messo su un aereo a Verona.

Tra le persone accompagnate alla frontiera dall’inizio dell’anno c’è anche un fratello di Mahdi Sellami, il tunisino ucciso da uno spacciatore in via Nacchi.

L’ufficio stranieri ha inoltre collaborato nelle procedure che hanno portato il ministero dell’Interno ad espellere l’imam marocchino Mohammed Madad, accusato di diffondere idee integraliste.

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