Fusione, l’esempio Valsamoggia per il sì
Campegine: un centinaio di persone e l’assessore bolognese nell’ultimo incontro prima del voto
CAMPEGINE. Un centinaio di persone, tutti e tre i sindaci - Paolo Cervi di Campegine, Marcello Moretti di Sant’Ilario e Gianni Maiola di Gattatico – il presidente della Provincia Giammaria Manghi, il sindaco di Ventasso Antonio Manari e Fabio Federici, assessore alle attività produttive del Comune di Valsamoggia. Venerdì sera in piazza Cervi l’assemblea pubblica informativa sulla fusione dei tre Comuni della Val d’Enza, l’ultima prima del silenzio elettorale cui sono tenute le amministrazioni 45 giorni prima del voto (si voterà il 16 ottobre), è stata partecipata e con poche contestazioni, rispetto a quella svoltasi lunedì scorso a Gattatico.
A fare gli onori di casa il sindaco Cervi, che si è detto emozionato nel portare avanti questo percorso. «Che spero - ha detto - vada in porto in modo positivo». L’intervento più significativo è stato quello di Federici, che ha portato la testimonianza della Valsamoggia, i cinque Comuni della pedecollina bolognese che si sono uniti nel 2014 dando vita a un territorio da 30mila abitanti, esperienza apripista (è stata la prima fusione in Emilia-Romagna) che viene spesso additata come modello negativo, dai sostenitori del no, perché in quel caso la Regione decise di procedere con la fusione nonostante la contrarietà di una comunità. Federici ha illustrato, invece, un quadro roseo. «Abbiamo percepito subito un salto di qualità, non solo economicamente ma anche di progettualità e strategia», ha dichiarato, snocciolando numeri e parlando del denaro piovuta sui piccoli borghi in asfissia finanziaria. «Abbiamo abbattuto la pressione fiscale di 1, 2 milioni di euro su 19 milioni, abbassato la spesa corrente da 27 a 24 milioni, aumentato i fondi per il sociale e realizzato una marea di opere pubbliche altrimenti impossibili: due nuove scuole, un centro sportivo, strade, pagando fatture per 20 milioni in due anni». Dal punto di vista della progettualità, Federici ha sottolineato l’importanza della formazione del personale degli uffici tecnici, come il recente terremoto ha dimostrato. E ha sfatato alcune argomentazioni ricorrenti del fronte del no: «Vi diranno che la Val d’Enza è diversa rispetto alla Valsamoggia, ma guardate che la finanza locale è in calo ovunque, mentre il bisogno di servizi cresce. Vi diranno che le risorse non arrivano: a noi sono pervenute in tempi brevissimi. Vi diranno che non si risparmia: da noi 1,5 milioni in meno per il personale».
Finito il giro dei relatori, ci sono stati alcuni interventi dalla platea, in maggioranza favorevoli; solo l’ex sindaco River Tagliavini ha espresso perplessità, rispetto a servizi dell’Unione che si potrebbero potenziare. (am.p.)
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