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Pensioni, Poletti attacca: «Fornero? Legge ingiusta»

Pensioni, Poletti attacca: «Fornero? Legge ingiusta»

Il ministro del Lavoro al dibattito sul Terzo Settore, coordinato dalla Gazzetta «Il testo ha due clamorosi difetti: alza l’età senza gradualità e non fa distinzioni»

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REGGIO EMILIA. «La legge Fornero è fatta male, è arrivata in un momento dove c’era un grande problema, ma questo non la giustifica. Ci sono due clamorosi difetti: alza l’età senza gradualità, cioè tira una riga e non mi pare equa. E non fa distinzione fra i lavori». E poi: «Il lavoro arriva se crescono le imprese, noi lavoriamo perché le imprese abbiano le condizioni migliori». Così il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, ospite ieri a FestaReggio per l’incontro “Dalla riforma del Terzo settore al Social act”, coordinato dal direttore della Gazzetta di Reggio, Stefano Scansani.

Sul palco, anche il sindaco, Luca Vecchi, il portavoce del Forum del Terzo Settore Reggiano, Matteo Iori, il consigliere della Fondazione Manodori, Riccardo Faietti, il direttore della Caritas, Isacco Rinaldi, e Micaela Campana, responsabile Welfare e Terzo Settore della segreteria nazionale Pd.

Al centro del dibattito, in un giro incrociato di domande rivolte al ministro da tutti gli ospiti, proprio la riforma sul Terzo settore che, secondo i dati diffusi da Iori, qui a Reggio raccoglie 282mila soci, 34mila volontari e 7mila addetti, pari al 4% degli occupati.

Un argomento affrontato dagli interlocutori nelle diverse sfaccettature. Come la «necessità di affiancare alla beneficenza anche l’offrire opportunità a chi ha bisogno», espressa da Rinaldi. O la necessità di riformulare le fondazioni, portata all’attenzione del ministro da Faietti. Iori ha puntato il suo intervento sul ruolo sociale del Terzo Settore, mentre Campana si è soffermata sul bisogno di innovazione. Il rapporto tra Terzo Settore, enti locali e povertà, invece, è stato al centro dell’intervento di Vecchi.

Quanto alla riforma, Poletti ha ricordato che «ci sono situazioni e servizi dove da una parte il mercato non ci va perché non c’è da guadagnare, dall’altra parte lo Stato non arriva». È questo, secondo Poletti, lo spazio di manovra del Terzo Settopre, che per il ministro sarà adeguatamente regolamentato attraverso la riforma, una delle azioni del governo, insieme al reddito di inclusione, per far fronte alle necessità sociali del Paese.

Ma, di là dalla riforma, fra i temi più sentiti da quanti hanno assistito al dibattito c’erano soprattutto pensioni e lavoro. E il ministro non ha nascosto pesanti frecciate alla riforma Fornero: «Proveremo a rimediare questa situazione, cercando di partire da chi sta peggio. Noi le risorse per fare quello che sarebbe giusto che si facesse non sempre le abbiamo. Abbiamo un debito pubblico gigantesco, vorremmo dimenticarcelo, ma quelli che ce li hanno prestati non se lo dimenticano». Sulle pensioni, «faremo un intervento nella legge di Bilancio». In primo luogo su «pensioni minime e flessibilità in uscita». Sul fronte occupazione, infine, Poletti ha ricordato l’importanza di provvedimenti come l’alternanza scuola lavoro.

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