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Baragalla, spuntano water Stavolta scatta la denuncia

di Ambra Prati
Baragalla, spuntano water Stavolta scatta la denuncia

Sono stati piazzati nella notte nell’area dove dovrebbe sorgere il McDonald’s Il gesto rivendicato dal Comitato di residenti. La proprietà va in questura

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REGGIO EMILIA. Si inasprisce il braccio di ferro in vista dell’apertura del McDonald’s a Baragalla. Ieri l’ennesimo atto dimostrativo rivendicato dal Comitato No McDonald’s su Facebook: nella notte è stata posizionata una fila di water bianchi. La proprietà esasperata si è rivolta alle autorità, sporgendo una denuncia in questura.

Il Comitato di residenti da due anni combatte – con striscioni, assemblee pubbliche, raccolte firme e una campagna mediatica – contro il terzo punto vendita che dovrebbe sorgere nella nostra città in via Ricardo, nell’area ex Kamp 3000: una costruzione del tutto legittima, visto che si tratta di un accordo tra privati (proprietari e multinazionale) che l’amministrazione comunale non può impedire. Anche se l’approfondimento ulteriore da parte dei tecnici comunali ha sortito l’effetto di rilasciare, insieme al permesso di costruire, una serie di prescrizioni riguardanti l’orario di apertura, che nel caso di Baragalla non dovrebbe essere 24 ore su 24 al venerdì e alla domenica.

Essendo arrivato nei giorni scorsi il via libera – «il fast food potrebbe aprire il cantiere anche domani», afferma l’assessore alla Rigenerazione Urbana Alex Pratissoli – nella notte tra venerdì e sabato il Comitato ha messo in scena un atto dimostrativo: una fila di water bianchi, ben visibili dalla strada, sono stati collocati nell’area, fotografati e postati su Facebook con questo messaggio: «La nostra installazione artistico-sanitaria è stata subito rimossa. Tornando a casa però abbiamo trovato questo messaggio», riferendosi a scritte No McDonald’s vergate con la bomboletta spray. Il Comitato, per bocca del portavoce Cosimo Pederzoli, spiega che la scelta è caduta sugli sciacquoni «a simboleggiare l’attentato alla nostra salute». Ma secondo la proprietà, che in tutti questi mesi ha sempre preferito il silenzio, stavolta si è andati oltre, visto che il blitz nell’area è avvenuto forzando un cancello chiuso: ed è scattata la querela di parte, con la questura che ha aperto un’inchiesta basata proprio sulla rivendicazione online del Comitato.

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