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Coopsette, Poletti incontra i soci

Coopsette, Poletti incontra i soci

Prima del dibattito hanno consegnato una lettera al ministro del Lavoro

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REGGIO EMILIA. Hanno consegnato una lettera, strappando al ministro la promessa di un incontro ufficiale. È quanto avvenuto venerdì sera a FestaReggio, dove prima dell’inizio del dibattito in cui era ospite, il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, è stato incontrato da alcuni portavoce del comitato dei soci lavoratori di Coopsette. Durante l’incontro, i soci hanno illustrato al ministro la drammatica situazione che stanno vivendo. A fine novembre, infatti, terminerà la cassa integrazione straordinaria per tutti i dipendenti ancora in forza e scatterà il licenziamento collettivo con conseguente messa in mobilità. Non solo. Già la prossima settimana il commissario liquidatore avrà un appuntamento al ministero dello Sviluppo Economico, in vista dell’asta prevista a fine settembre per quei rami aziendali in liquidazione che non hanno acquirenti. Di qui la richiesta di un incontro con Poletti, al quale è stato chiesto come primo obiettivo una proroga della cassa straordinaria. Il ministro ha accettato di incontrare i soci anche in un appuntamento ufficiale, ancora da definire, accennando già a qualche possibile strada da intraprendere: provvedimenti che prevedono interventi a condizione che ci siano elementi di continuità aziendale. All’incontro era presente anche il segretario provinciale Pd, Andrea Costa, che ha fortemente caldeggiato la causa dei soci davanti al ministro. Il settore “Armamento ferroviario-prefabbricati” è l’unico ramo aziendale della coop in liquidazione che è stato ceduto ad un nuovo soggetto imprenditoriale. A distanza di dieci mesi dall’insediamento del commissario, invece, per gli oltre 350 lavoratori occupati negli altri rami non si hanno notizie che lascino sperare in una ripresa delle attività in capo a potenziali acquirenti. I lavoratori, dunque, duramente provati da tre anni di stipendi ridotti dagli ammortizzatori sociali e mancate retribuzioni che finiranno nel processo di liquidazione insieme al credito del prestito sociale in cui confluivano i risparmi di molte famiglie, hanno chiesto di interessarsi ufficialmente della vicenda, ottenendo una risposta affermativa.

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