Gazzetta di Reggio

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Renzi a Reggio ruba la scena a Zagrebelsky

di Enrico Lorenzo Tidona
Renzi a Reggio ruba la scena a Zagrebelsky

Il presidente del Consiglio a sorpresa alla festa Pd tre ore prima del costituzionalista divenuto portavoce delle ragioni del no

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REGGIO EMILIA. Matteo Renzi irrompe ancora una volta sulla scena reggiana e surriscalda il clima già rovente che aleggia sul referendum costituzionale. Il presidente del Consiglio arriverà a Reggio Emilia giovedì prossimo per prendere la parola a FestaReggio a partire delle 18. Un’apparizione a sorpresa, comunicata ieri, e che cadrà proprio il giorno in cui da tempo era stato fissato l’arrivo dell’ospite più atteso e autorevole che ha fatto subito proprie le ragioni del no: Gustavo Zagrebelsky. Quest’ultimo, ex presidente della Corte Costituzionale, ha bocciato a ogni piè sospinto la riforma del Senato, che sommata all'Italicum «realizza il sogno di ogni oligarchia: umiliare la politica a favore delle tecnocrazie», aveva esordito senza indugi pochi mesi fa il professore, che gode di fama e di un nutrito seguito.

Renzi, quindi, giocherà d’anticipo ed entrerà alla festa del Pd verso le 18, tre ore prima dell’incontro pubblico tra la presidente commissione Affari costituzionali del Senato Anna Finocchiaro - al vertice del comitato per il sì al referendum - e il costituzionalista Zagrebelsky, suo controcanto sul palco allestito sotto il grande tendone al centro di FestaReggio. La concomitanza potrebbe essere un caso vista l’agenda del premier, che offre poche chances alle improvvisate. Ma ridurlo solo a quello significherebbe anche sottostimare la capacità e il carattere di Renzi, che ha mobilitato anche il ministro reggiano Graziano Delrio, impegnato in un tour in Italia per promuovere il sì.

Una cosa è certa: l’arrivo di Renzi porterà certamente a uno schieramento tra tifoserie politiche opposte: quella dei renziani doc e della pletora di amministratori Pd schierati con il premier, e quella dei critici che si sono condensati attorno al pensiero tranchant di Zagrebelsky.

Il risultato del referendum non è scontato e il grande impegno in prima persona di Renzi e dei suoi alfieri sembra sempre più necessario. Prova ne è la marcia indietro compiuta dallo stesso presidente del Consiglio, che aveva promesso di rassegnare le dimissioni in caso di naufragio alle urne della riforma costituzionale, un azzardo politico ritirato un mese fa sempre a Reggio, durante il suo intervento sul palco della festa del Pd di Villalunga.

A meno che non ci siano sorprese dell’ultima ora la sua venuta è cosa certa: il dado è tratto e Reggio diventa ancora una volta il crocevia della contesa politica. Un ring sul quale doveva salire Renzi per incrociare parole e tesi referendarie con l’Anpi nazionale, progetto accantonato al momento vista la titubanza dei vertici dell’associazione partigiana.

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