Sigilli al gruppo aiutato da Boorea
Sequestri a una ditta della Di Vittorio, coop fallita che generò perdite a Reggio
REGGIO EMILIA. Due giorni fa la Guardia di Finanza di Parma ha effettuato un sequestro nell’ambito del crac di Polis Spa di Fidenza, azienda controllata al cento per cento dalla cooperativa Di Vittorio fallita a fine 2014 in un buco di 70 milioni di debiti. Cinque persone sono infatti indagate per bancarotta fraudolenta. Una storia che sfiora Reggio, dove ha sede Boorea, società specializzata nel sostegno finanziario delle coop, che ha chiuso il 2015 in perdita anche a causa degli aiuti concessi ai soci prestatori della Di Vittorio. Il rosso di Boorea generato dagli interventi diretti a sostegno delle cooperative delle costruzioni in default è stato di 2,7 milioni di euro. Boorea ha fatto il suo dovere, aiutando quanti sono rimasti scottati dal crac della Di Vittorio così come delle altre ditte edili finite gambe all’aria, dovendo poi svalutare le quote di ciascuna. La quota del prestito sociale di Orion è stata svalutata da Boorea del 78%, quella della coop Di Vittorio di Parma è stata svalutata del 95% mentre la Cmr del 67%. Ora spunta fuori la storia dell’indagine effettuata dalle Fiamme Gialle di Parma, che non avrà certo lasciato indifferente Luca Bosi, il presidente di Boorea Emilia Ovest, che tanto si è speso per aiutare i soci prestatori rimasti beffati dai crac.
Il giudice per le indagini preliminari ha accolto due giorni fa la richiesta della Procura di Parma per rendere esecutivo il sequestro preventivo pari a 875mila euro in capo a quattro persone indagate per bancarotta fraudolenta. Dello stesso reato deve rispondere l’ex amministratore della società. Nel mirino delle Fiamme Gialle anche l'ex presidente della Di Vittorio e di Polis Spa, Franco Savi. Il crac della Di Vittorio aveva suscitato scalpore: la cooperativa, attiva soprattutto nel settore edile, aveva realizzato quasi 500 alloggi a canone agevolato gravati da 19 milioni di mutui che rischiavano di ricadere sulle casse pubbliche. Il fallimento venne chiesto dalla Procura dopo l’accusa di falso in bilancio per 19 milioni a carico della controllata Polis. La Gdf ha accertato che dietro al crac c’erano ingenti distrazioni finanziarie. (e.l.t.)
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