Gazzetta di Reggio

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Aggredito con un Taser da cinque sudamericani mentre butta la spazzatura

di Jacopo Della Porta
Aggredito con un Taser da cinque sudamericani mentre butta la spazzatura

L’episodio in via Mascagni, gli aggressori avevano tutti un tatuaggio sul collo come fosse un marchio che identifica l’appartenenza a una gang

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REGGIO EMILIA. E’ stato aggredito alle spalle, mentre si recava a buttare la spazzatura davanti a casa. Ha riferito di essere stato raggiunto da una scarica elettrica, di quelle prodotte dai cosiddetti storditori o Taser, un’arma che in Italia non si può detenere. Gli autori di questa aggressione sono quattro o cinque persone, descritte come sudamericane. A rendere più inquietante il racconto è un particolare notato dalla vittima, un quarantenne reggiano: tutti avevano un tatuaggio molto simile al collo, come fosse un marchio che identifica l’appartenenza a una gang.

L’episodio è avvenuto venerdì verso le 23 in via Mascagni a Reggio. L’uomo preso di mira, ha chiesto aiuto alla polizia, ma non si è recato all’ospedale, nonostante fosse alquanto dolorante. L’aggressione non è stata scatenata da un diverbio ma sarebbe avvenuta a sangue freddo. Difficile fare ipotesi su cosa sia accaduto in via Mascagni, anche se il particolare dei tatuaggi sembra rimandare a una vera e propria banda, in azione per divertimento se non addirittura impegnata in qualche rito d’iniziazione. In altre città dove le bande di “latinos” sono presenti da tempo si è assistito anche a pestaggi di vittime scelte a caso. L’utilizzo di uno storditore elettrico, se di questo si è trattato, è una sgradita novità nello scenario cittadino.

Il Taser è un’arma utilizzata dalle polizie di alcuni Paesi del mondo, compresi gli Usa: in Italia non si può possedere. Anche nel nostro Paese qualcuno vorrebbe che fosse dato in dotazione alle forze di polizia, un’ipotesi che trova molti oppositori, compresa Amnesty International che ritiene che lo storditore dal 2001 in poi abbia causato centinaia di morti nel Nord America. Procurarsi un dissuasore elettrico non è però difficile in quanto è in vendita su internet, anche se poi l’acquirente, se identificato, rischia una denuncia per porto abusivo di arma.

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