Muore travolto da una moto a Parigi
L’avvocato Giancarlo Valentini, 84 anni, era il decano dei civilisti. Investito giovedì, è spirato 24 ore dopo all’ospedale
REGGIO EMILIA. È deceduto venerdì scorso a Parigi, in seguito alle ferite riportate in un incidente stradale, l’avvocato Giancarlo Valentini, 84 anni, decano dei civilisti e conosciutissimo in città e nella zona ceramiche. Giovedì sera è accaduto l’imprevedibile: l’avvocato stava camminando in una strada parigina, quando è stato investito da una moto. Soccorso e ricoverato d’urgenza in ospedale, è spirato 24 ore dopo. Il corpo si trova ora sotto procura ed è probabile che sarà eseguita l’autopsia.
Nato a Scandiano nel 1932, Valentini aveva avuto la lungimiranza di specializzarsi in diritto commerciale e societario proprio negli anni in cui sorgevano le prime attività imprenditoriali ceramiche. Il suo studio, la Valentini & Associati – con sede nella centralissima piazza Boiardo 2 nello stesso palazzo della sua abitazione privata – era diventato ben presto un punto di riferimento imprescindibile per le aziende del distretto protagoniste del boom economico, annoverando tra i suoi clienti le più importanti realtà, come la Casalgrande Padana, Soprea (poi Area Prefabbricati), Gresmalt. Per decenni lo studio legale – nel quale è entrato anche l’unico figlio Matteo che ne ha preso le redini – aveva conosciuto una notevole espansione.
Descritto da tutti come un uomo di grande cultura e un filantropo (da cinquant’anni era membro del Lions Club di Scandiano, condividendo le iniziative benefiche dell’associazione), Valentini era innamorato di Parigi proprio per la fervente attività culturale della capitale francese, dove circa quindici anni fa aveva acquistato un appartamento nel quartiere del Marais; una seconda casa che era diventata il suo rifugio.
Negli ultimi tempi, trascorreva più mesi in Francia che nel Reggiano. Tanto che anche il 14 luglio scorso, quando era stata organizzata la premiazione delle toghe d’oro (per i legali con 50 anni di attività) nella Sala del Tricolore in municipio, Valentini non era potuto essere presente trovandosi a Parigi: nella capitale francese era stato invitato a partecipare ad un evento per la commemorazione della presa della Bastiglia. In Sala Tricolore, al suo posto, aveva mandato il figlio.
Partito per Parigi a luglio, Giamcarlo Valentini sarebbe dovuto tornare a Reggio i primi di settembre.
ll figlio 46enne è subito partito per la capitale francese, per espletare le pratiche – che si annunciano lunghe – per poter riportare la salma a Scandiano.
Giancarlo Valentini, vedovo e con una convivenza alle spalle, lascia la compagna francese, il figlio Matteo, la nuora Cristina e la nipote tredicenne, cui era affezionatissimo.
«Una persona squisita, un uomo di notevole bon ton nel rapporto con il prossimo e con i colleghi. Era di raffinata professione civilista e molto apprezzato dai giudici, come tutti i professionisti preparati ed educati»: così lo descrive l’avvocato Franco Mazza, presidente dell’Ordine reggiano. «Lo ricordo all’inizio della mia carriera - prosegue Mazza - quando ero nello studio degli avvocati Davoli e Costa. Era molto amico di quest’ultimo e veniva spesso a trovarlo. Aveva delle passioni culturali notevoli: ci si trovava non tanto per lavoro, quanto in occasioni di mostre o eventi teatrali. Era un divoratore di libri e con lui si poteva parlare di tutto, ma era anche schivo e riservato».
Tra gli ultimi ad averlo visto, l’amico Viterbo “Ciro” Burani, presidente del Lions Club Scandiano: «Era in partenza per Parigi, eravamo andati a cena. Mi mancherà».
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