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Poesie di Gruno Grulli sulla rivista “La Piva dal Carner”

Poesie di Gruno Grulli sulla rivista “La Piva dal Carner”

MONTECCHIO. La Piva del Carner, periodico montecchiese scaricabile gratis da Internet, è uscito in questi giorni interamente dedicato alla poesia, con una antologia che contiene le  liriche di Bruno...

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MONTECCHIO. La Piva del Carner, periodico montecchiese scaricabile gratis da Internet, è uscito in questi giorni interamente dedicato alla poesia, con una antologia che contiene le  liriche di Bruno Grulli (direttore della rivista), in gran parte già pubblicate e premiate.  Bruno Grulli, 69 anni, reggiano, ex  dipendente comunale, responsabile dell’archivio etnomusicologico dell'istituto Peri, è soprattutto ricercatore ed esperto di musica e cultura popolare. La sequenza pubblicata sulla rivista, intitolata “il cuore in pensilina”, contiene 51 poesie prodotte dal 1967 al 2008, pensate , scritte, limate, modificate ed integrate nel corso di oltre 40 anni, rivisitate e cronologicamente ordinate solo di recente: non sono molte, se considerate nello spazio temporale, ma  Grulli ha preferito curare poca materia anziché versare fiumi di parole.

Tutte le poesie  sono “vere” e vanno viste nella loro epoca, dalle sofferenze adolescenziali alla attualità, e ne va colta la musicalità intensa.      La ricerca d’identità in sintonia col territorio lo si scopre nell’uso e nella cura del dialetto, non  visto però come folclore, ma come componente di un perfetto bilinguismo da usare pienamente quando se ne ha voglia, senza ricorrere agli stereotipi della nostalgia o dello strapaesano. Si può parlare di serate in “cl’a ròsa ed ierdlasira”, dei destini dell’uomo (“a van dal vèird al griz cmè dis al vèint”), da cui l’uso e la cura del dialetto,  della sintassi, degli arcaismi, la ripresa delle forme dialettali che rifuggono da un italiano artificiosamente tradotto ma dentro alla cultura universale. L'autore scrive innanzitutto per se stesso, sfociando in una poesia scarna e curata in cui  ha distillato la retorica ed eliminato banalità poetiche.  I temi  sono i più svariati: le previsioni già dagli anni ’80 della caduta dei valori all’amore per  una natura arcaica ed incontaminata come lo erano i boschi del Medioevo, idealizzati nei prati obsoleti di smeraldo ai confini  dell’ Oceano, signore incontrastato di isole ancora da trovare, quasi come una simbiosi tra antiche ricerche della felicità e recenti valori: libertà, socialismo, ’68.

Il cuore è sospeso in attesa di qualcosa che deve arrivare, come treni o persone in stazione; è in pensilina, saltando da un tema all'altro, dal dialetto all'italiano, dal tempo della gioventù a quello della maturità, e richiama i versi sparsi nel tempo e nello spazio che sono in attesa di qualcosa che non accade mai.    Corredano il lavoro impaginato da Nicoletta Fontanesi le note di Gianpaolo Borghi e Paolo Vecchi. L’introduzione è di Tullio Masoni 

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