Gazzetta di Reggio

Reggio

«Da vent’anni è la fotocopia di se stessa»

Su Facebook pioggia di critiche per la sagra ma c’è anche chi la definisce «una bella tradizione»

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. «Giareda, da anni la tradizionale sagra cittadina reggiana. Ma non a tutti piace. Voi cosa ne pensate? Vi piace così com'è o vorreste qualcosa di diverso?». Questo è il quesito che abbiamo sottoposto a voi lettori tramite la pagina Facebook della Gazzetta di Reggio, per raccogliere il vostro parere su uno degli eventi più tipici di Reggio Emilia. E le vostre risposte sono state decise, ma varie. A testimonianza di come la Giareda, proprio perché così sentita, susciti sentimenti contrastanti. La maggioranza di voi, comunque, ha espresso l’esigenza di rinnovare. Cambiare in qualche modo la sagra, renderla più attuale o più reggiana.

«Un po’ di novità non ci starebbe male – scrive Luigi Tondelli – anche perché sembra sempre la fotocopia dell’anno prima: direi che anche le bancarelle sono sempre le stesse, nello stesso posto. Che fantasia!».

Dello stesso avviso poi anche Karin Silvi: «Sempre le stesse bancarelle, 21 anni di vita e 21 anni che vedo le stesse identiche bancarelle. Persino le posizioni sono le stesse. Ormai mia madre (io mi rifiuto da anni perché non ne posso più) ci va solo per comprare le spugne nere da cucina».

Qualcuno invece preferirebbe concentrare tutto in un solo giorno, magari in zone diverse della città: «L’ho vista ieri mattina – commenta Guido Lasagni – molto brutta. Non per dare un consiglio, metterei una fila sola di bancarelle coinvolgendo le due piazze principali e un giorno secco, l’8 settembre. Come era un tempo».

Per qualcuno, invece, la Giareda va benissimo esattamente così com’è: «È una tradizione! – dice Sonia Zinzelli – È normale che gira e rigira ci siano sempre le solite bancarelle. Perché nelle altre fiere o sagre non sono sempre le solite bancarelle forse? Io spero che rimanga sempre così e soprattutto che la facciano ogni anno».

Così come è un appuntamento irrinunciabile per Livia Conte: «Mi piace che si mantenga e si rinnovi ogni anno questa tradizione. Io torno apposta proprio per ritrovare le mie origini».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google