Lavori all’Istituto Gobetti, a lezione nei container
Scandiano: prosegue l’ampliamento della scuola superiore. Il preside: «Aule a rotazione, le abbandoneremo a gennaio, o più tardi»
SCANDIANO. Due container imponenti e difficili da nascondere alla vista, destinati ad accogliere gli studenti scandianesi per i prossimi mesi. Da qualche giorno troneggiano vicino al complesso scolastico dell’istituto Gobetti, alla fine di via della Repubblica, nella zona delle piscine e del palazzetto dello sport. Saranno la sede provvisoria per una parte delle lezioni della scuola superiore scandianese, uno degli istituti in maggior crescita – per numeri e per proposta didattica – dell’intero territorio reggiano.
In questi mesi sono in via di completamento interventi da un milione e 600mila euro programmati dalla Provincia per raddoppiare l’edificio costruito nel 2010, aggiungendo all’attuale struttura un nuovo piano da 650 metri quadrati con otto aule e servizi, per portare il totale della palazzina a sedici aule. È l’intervento più corposo nel piano provinciale da 6,4 milioni varato nel 2015. Mentre si lavora, anche gran parte del piano terra è ovviamente inutilizzabile e si è arrivati alla soluzione provvisoria con le strutture metalliche, per riuscire a gestire le esigenze didattiche quotidiane. I grandi container metallici sono già stati attrezzati con impianti di aerazione e con tutti i servizi per aumentare al massimo possibile il comfort, ma rappresentano comunque una strana novità, anche perché piazzati in bella vista, impossibili da ignorare. «In effetti sono davvero molto visibili», spiega il dirigente scolastico del Gobetti, Fausto Fiorani. «A noi, e anche alla Provincia, sarebbe piaciuto piuttosto sistemarli sul retro del complesso, per ridurre l’impatto visivo. Purtroppo non è stato possibile, per una questione di misure e di spazi richiesti: per circa mezzo metro non è stato possibile piazzarli sul retro, quindi l’unica sistemazione era proprio nella zona più visibile. La soluzione è provvisoria. I tempi? La prospettiva più ottimista è quella di poter abbandonare i container il prossimo gennaio, però è davvero presto per fare questi conti. Potrebbe volerci anche più tempo».
L’organizzazione delle attività didattiche è stata pensata per garantire la massima alternanza nei container, che comunque sono stati dotati di tutti gli impianti impossibili per aerazione, riscaldamento e connessioni. «Quella della rotazione dei ragazzi nelle aule è una prassi per noi come per tante altre scuole superiori reggiane, al di là di questa situazione. Purtroppo gli spazi disponibili sono pochi rispetto alle esigenze – aggiunge il dirigente scolastico –. Per le prime e le seconde c’è un discorso a parte, e hanno aule fisse. Dalla terza in poi i ragazzi sono abituati a girare fra le varie aule. Faccio un esempio: quando una classe deve affrontare la lezione di educazione fisica e lascia un’aula, questo spazio non viene lasciato vuoto, ma viene utilizzata da altre classi per altre attività», chiarisce Fiorani. (adr.ar)
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