Maramotti: «Le bancarelle hanno concessioni decennali»
REGGIO EMILIA. La Giareda è tornata puntuale ogni anno, con le sue bancarelle, i suoi classici prodotti e le solite critiche. Di chi accusa questa festa di essere sempre uguale a se stessa e di non...
REGGIO EMILIA. La Giareda è tornata puntuale ogni anno, con le sue bancarelle, i suoi classici prodotti e le solite critiche. Di chi accusa questa festa di essere sempre uguale a se stessa e di non offrire merci di qualità, criticando il Comune di non sforzarsi più di tanto per migliorare l’offerta della tradizionale manifestazione reggiana.
La festa conta sessanta bancarelle, quelle che affollano corso Garibaldi, mentre davanti agli edifici della Provincia e della Prefettura, in piazza Gioberti, ci sono venti stand con i classici prodotti enogastronomici emiliano-romagnoli e alcune associazioni di volontariato come l’Unicef e l’Avis. Ma la parte sotto accusa è la prima, quella dei tradizionali commercianti.
«Gli stalli sono frutto di concessioni decennali – spiega Natalia Maramotti, assessore alla Cultura della legalità e Attività produttive – e i commercianti le hanno comprate legittimamente e non possono essere sostituiti dal Comune. Non sarebbe legale: dobbiamo rispettare le concessioni e non si può sostituire in modo arbitrario una bancarella. Solo scaduta la concessione possiamo pensare a qualcosa di diverso per la Giareda».
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