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«Scambiatelo con un piatto di minestra»

«Scambiatelo con un piatto di minestra»

Gualtieri, l’autore della tela abbandonata alla Casa Museo Ligabue ha lasciato una busta

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GUALTIERI. L’appello lanciato dalla Casa Antonio Ligabue all’artista anonimo che ha abbandonato una tela di fronte al Museo dedicato al grande pittore è stato raccolto dall’autore dell’opera.

Nei giorni scorsi, infatti, davanti alla Casa Museo Antonio Ligabue, fondata dal ristoratore Giuseppe Caleffi per celebrare la grande passione per questo artista, è stato abbandonato un quadro. Si tratta di una tela su cui è ritratto il volto dello stesso Ligabue, di profilo, impegnato in una smorfia irriverente. Un'immagine che ben coglie l'essenza dell'artista, animo tormentato, lasciata davanti alla Casa Museo con un gesto che appare anch'esso artistico, dato che l'autore non si è manifestato, nonostante l'opera riporti la firma in calce.

Nel corso dell’inaugurazione della mostra fotografica sulla street art a cura di Federico De Simone, ospitata dalla Casa Museo, Caleffi ha ricevuto una lettera in una busta sigillata con la ceralacca. «Al termine della mattinata siamo andati a pranzo, all’Osteria della merla – racconta Giuseppe Caleffi –, il ristorante adiacente alla Casa Museo. Una volta ritornati dal pranzo, abbiamo ritrovato questa bella sorpresa: una busta di ceralacca, firmata con un punto interrogativo. Un segno ulteriore della volontà di rimanere anonimo, pur avendo risposto al nostro appello. All’interno della missiva il messaggio racchiuso era il seguente: “You can keep this work,destroy it or change it with a piatto di minestra don't forget it" T41. Questo è il biglietto che ci ha lasciato l'artista T41: non sappiamo chi è, ma credo sia giusto così.Grazie anche delle belle cartoline che ci ha lasciato. A dire il vero, potremmo rintracciarlo tramite il sistema di videosorveglianza, ma crediamo che sia bene non svelare la sua identità, se non vuole. Qualcuno ci ha detto che potrebbe trattarsi di un mantovano, dato che la sigla T41 appare spesso in quella zona – conclude Caleffi –. Rimarremo con questo bel ricordo. Domenica, poi, in occasione dell’inaugurazione della mostra, abbiamo presentato un quadro dipinto dal padre di Bruno Rovesti, Sante». (s.a.)

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