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Si apposta sotto casa dell’ex titolare «Voglio gli stipendi»

di Ambra Prati
Si apposta sotto casa dell’ex titolare «Voglio gli stipendi»

Il fallimento di Servizi di Segreteria: la protesta di Giacomina «Sola e con papà 90enne, non posso aspettare mesi e mesi»

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REGGIO EMILIA. Piove per qualche minuto, nella stradina deserta del quartiere residenziale cittadino dove Giacomina Ponticelli, 59 anni, inscena una solitaria protesta ad oltranza sotto l’abitazione privata dell’ex titolare. «Sono attrezzata, ho lo sgabello e la tela cerata, verrò qui tutti i giorni finché non mi darà udienza», ha annunciato Giacomina, al collo il cartello appeso “Chiedo il pagamento dei miei stipendi più che guadagnati”.

Quella di Giacomina Ponticelli, 59 anni, dipendente della Servizi di Segreteria Srl, ditta dichiarata fallita in agosto, è una battaglia fuori tempo massimo. «Da tre anni a questa parte la situazione in ditta era via via peggiorata e noi non percepivamo con regolarità gli stipendi, anche se io ho continuato a impegnarmi ben oltre il mio orario e ben oltre i miei compiti», racconta Giacomina. La reggiana, che ha lavorato per otto anni, deve percepire i salari di luglio e agosto, più le ferie maturate non godute e il mancato preavviso, mentre per recuperare il Tfr dovrà rivolgersi all’Inps. «In totale circa 5mila euro: altri colleghi sono messi peggio, c’è chi ha 5 mesi di arretrato – prosegue – L’ex proprietà, dopo averci rassicurato fino all’ultimo su una soluzione positiva, una volta arrivato il curatore fallimentare ha scaricato il barile, dicendo: ci penserà lui».

Il problema, secondo la 59enne, sono i tempi lunghi dell’iter giudiziario e la peculiarità del suo caso. «Il sindacato ci ha avvisato che fino a fine anno o inizio del prossimo non vedremo un euro. Gli altri dipendenti (e mi spiace che non siano qui con me), quasi tutte donne, possono contare su un’altra fonte di entrata economica in casa: io invece vivo sola, accudisco mio padre 90enne che mi offre pranzo e cena tutti i giorni, non ho nessun aiuto. Non mi posso permettere di non guadagnare per mesi».

Con l’aggravante dell’essere donna in età non proprio verde. «Ora noi dipendenti non possiamo nemmeno iscriverci all’ufficio di collocamento perché non siamo ancora tecnicamente a spasso, quindi niente disoccupazione. E per me la prospettiva è fosca, nonostante abbia esperienza sia nel commerciale sia nell’amministrativo: quante chances ho che il mio curriculum venga preso in considerazione quando leggono che ho 59 anni?».

Facciamo presente che molti reggiani, al giorno d’oggi, sono coinvolti loro malgrado in dissesti societari e costretti a restare in attesa per mesi o anni dei passaggi burocratici ineludibili, senza possibilità di scorciatoie. «Sì, so che il portale dei fallimenti del tribunale è pieno, ma di solito chi fallisce si preoccupa di chiudere le posizioni dei dipendenti: da noi non è stato così», replica Giacomina, che esplicita il suo obiettivo: «Purtroppo le cose sono andate male, va bene, però vorrei che l’ex titolare mi anticipasse la somma dovuta. Ho inscenato la protesta, nei limiti della legalità, perché non posso permettermi di spettare». Arriva la polizia, che tenta di dissuadere la signora. «Posso restare sulla pubblica via e resterò».

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