Soncini sale in carrozza e scala i vertici delle Fs
La presidenza a due anni dalla “cacciata” dalle coop per la maxi perdita del Ccpl Cooperazione in fibrillazione per il ripescaggio del manager vicino a Delrio
REGGIO EMILIA. Basta polemiche, sfuriate e musi lunghi. Dopo due anni di purgatorio Ivan Soncini torna a sorridere. E lo fa a 68 anni grazie al ripescaggio sancito dal contratto per la presidenza di Fs Logistica (50 milioni di ricavi e oltre 100 milioni di patrimonio), società delle Ferrovie dello Stato che lo lancia sulla ribalta nazionale dopo la rumorosa cacciata dal Ccpl voluta nel 2014 dalla cooperazione rossa, impegnata ora nel difficilissimo salvataggio del gruppo industriale reggiano affidato a Lino Versace.
A far salire in carrozza Soncini è stato il disco verde acceso da Graziano Delrio, al quale non è certo passata inosservata la nomina partorita a Roma dalla partecipata del ministero del Tesoro ma con effetti politici su Reggio.
Soncini non è ideologicamente vicino all’ex Margherita: è un dalemiano che durante la prima corsa a sindaco di Delrio, nel 2004, seguì gli ordini di scuderia del partito, dando man forte al medico che fu eletto e con il quale ha sempre mantenuto buoni rapporti. Erano gli anni della cooperazione rampante, dei conti in crescita e delle grandi speranze, guidata da uomini dotati di forte personalità e influenza. A capo del Ccfs c’era Ilio Patacini (ora ai box), Mauro Casoli era il capo di Unieco e Fabrizio Davoli di Coopsette (entrambi usciti dopo crisi e contestazioni), Marco Pedroni di Coop Nordest (promosso poi a Coop Italia). Un’epoca fa, visti i risvolti sociali della crisi delle coop. Il solo Ccpl ha bruciato patrimonio per decine di milioni di euro sotto il peso delle svalutazioni che sancirono la perdita monstre da 101 milioni a livello consolidato nel 2014. Una voragine frutto della pulizia dei conti messa in atto da Versace anche a copertura della multa dall’Ue per oltre 30 milioni di euro alla controllata Coopbox, sanzionata dall’Antitrust per un cartello sui prezzi stabilito con la concorrenza. Senza contare il peso dei licenziamenti in capo al Ccpl, che ha chiuso o passato di mano diverse attività lasciando a casa decine di impiegati e operai.
Poi i due anni di decantazione e le pene industriali espiate. Pochi giorni fa la foto di un abbraccio scattata a FestaReggio, l’istantanea che meglio descrive il legame tra il ministro alle Infrastrutture e l’ex manager della cooperazione, partito dal sindacato, passato poi in Agac, Coopsette e poi al Ccpl.
Uno scatto effettuato il 21 agosto scorso, poco prima della salita sul palco della festa del Pd dell’ex sindaco di Reggio, dove Soncini lo ha intercettato per una stretta di mano e una foto ricordo.
Il ripescaggio di Soncini, però, sta facendo vibrare il sottosuolo politico reggiano e, soprattutto sta facendo ribollire la cooperazione rossa, che nel 2014 lo mandò in pensione e che non vuole essere associata alla nomina, salvo non intervenire in materia per evitare spiacevoli contrasti con la politica.
Lo scranno assegnato a Soncini pesa più in termini salariali che gestionali. Il suo predecessore in Fs Logistica, percepiva oltre 200mila euro lordi. Per Soncini non è stata ancora fissata l’asticella.
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