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Le associazioni di categoria schierate a difesa dell’ospedale

CASTELNOVO MONTI. Al di là degli aspetti tecnici e legati al funzionamento dell’ospedale, ci sono elementi di particolare interesse nei documenti consegnati all’assessore regionale Venturi, in...

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CASTELNOVO MONTI. Al di là degli aspetti tecnici e legati al funzionamento dell’ospedale, ci sono elementi di particolare interesse nei documenti consegnati all’assessore regionale Venturi, in particolare quello firmato dalle associazioni di categoria Cia, Cna, Coldiretti zona montana, Confagricoltura, Confartigianato, Confcommercio, Confcooperative, Confesercenti e Legacoop, che pongono l’accento sugli elementi dal valore sociale ed economico che il Sant’Anna rappresenta per il territorio.

«Il mantenimento di una rete di servizi capillare ed efficiente sul territorio montano – scrivono le associazioni – è una delle condizioni fondamentali del fare impresa, del creare opportunità di lavoro, dell’attrazione di investimenti, di quel presidio del territorio necessario per la vivibilità e la sostenibilità di ogni attività economica. Parliamo del sistema educativo, del sistema sociale e sanitario, delle opportunità culturali, di luoghi ed eventi di relazione e coesivi. In un territorio vasto, abitato ma vulnerabile nelle distante e nelle fragilità sociali, non basta garantire prestazioni in un rapporto individuale e tecnologico con il cittadino».

Le associazioni pongono l’accento, inoltre, sulla necessità di mantenere gli impegni presi nel tenpo tra l’amministrazione e i cittadini. «Comprendiamo e sosteniamo le aggregazioni dei servizi su area più vasta, per la loro sostenibilità e la garanzia della loro qualità – prosegue il documento delle associazioni – purché siano compatibili con la tenuta comunitaria e alla vivibilità di paesi e vallate più distanti. Castelnovo Monti ha rappresentato nelle politiche del nostro territorio questa centralità. Malgrado il prezzo pagato dal crinale, questo disegno è stata accettato e compreso per decenni in base a un patto intergenerazionale fra i cittadini e l’amministrazione pubblica». Mettere in discussione oggi quegli impegni significa «scriverne un altro finale – proseguono le associazioni – . Chiediamo alla Regione di essere coerente e conseguente, senza riserve o ripensamenti, a questa istanza e al confronto e alle determinazioni della sua Assemblea legislativa, inviando tempestivamente al Ministero una proposta coerente agli standard previsti, con l’obiettivo di mantenimento del punto nascita presso il Sant’Anna secondo le possibilità che lo stesso Ministero ha determinato».

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