Bretella di Rivalta: il fronte del “Sì” presenta 126 firme
La petizione di alcuni cittadini al Comune di Reggio Emilia: «Il traffico e l’inquinamento arrivati a livelli insostenibili Auspichiamo che l’opera sia completata entro il 2019». Ma i comitati per il "No" continuano la loro battaglia
REGGIO EMILIA. Si apre una prospettiva per la realizzazione della bretella di Rivalta. La si potrà fare se, come sembra, il Comune si assumerà anche l’onere del raccordo con la circonvallazione di Canali, che spetterebbe a quel che resta della squattrinatissima amministrazione provinciale. Una mozione in tal senso sarà presentata lunedì dal consigliere comunale democratico Giorgio Campioli in sintonia con la giunta, che pare avere lo stesso orientamento. Intanto l’opera, che rischia di rimanere sulla carta pur essendo già inserita nella programmazione triennale del Comune, viene sollecitata da un appello firmato da 126 cittadini rivaltesi. «Il traffico e l’inquinamento – vi si legge – sono arrivati da anni a livelli insostenibili, che soffocano Rivalta. I 31mila veicoli che l’attraversano quotidianamente si incuneano tutti nei duecento metri compresi tra via del Buracchione, in direzione Albinea-Canali, e la rotonda di via Sant'Ambrogio, verso San Rigo, il quartiere Orologia e la Pedecollinare. Sulla statale 63 si generano interminabili code tra la vasca di Corbelli e la rotonda di via Inghilterra. Nelle ore di punta si impiegano 12-15 minuti per percorrere circa due chilometri». Gli abitanti sottolineano che negli ultimi cinquant’anni la struttura viabilistica è rimasta la stessa, ma Rivalta, che negli anni Settanta contava poco più di mille abitanti, ora ne ha quasi settemila.
«Per giunta molti reggiani si sono trasferiti nei comuni della zona pedecollinare, pur continuando a lavorare in città, spesso nei quartieri a nord della via Emilia. Quindi il centro di Rivalta diventa per loro un passaggio quotidiano obbligato, sia all’andata che al ritorno, per non parlare dei moltissimi gitanti che nel tardo pomeriggio della domenica rientrano dalla montagna. Inoltre l’apertura di nuovi esercizi commerciali ha aumentato il flusso di automobili, furgoni e veicoli pesanti». I firmatari ne lamentano le conseguenze in termini di inquinamento e di frequenza degli incidenti stradali, anche mortali, in un tratto di strada su cui s’affacciano scuole, dalla materna alla superiore, frequentate da centinaia di bambini e ragazzi.
«Sappiamo bene – conclude l’appello – che l'amministrazione comunale deve fare fronte a bisogni crescenti con risorse calanti. Tuttavia la bretella di Rivalta non supererà il chilometro e mezzo di lunghezza e richiederà un investimento complessivo inferiore ai cinque milioni. Crediamo che con l’accensione di un mutuo ad hoc si possa accedere alle risorse finanziarie necessarie. Auspichiamo che l’opera sia completata entro la consigliatura in corso, cioè entro la primavera 2019».
Ai cittadini che vogliono la bretella, si contrappongono quelli che la osteggiano, giudicandola dannosa per l’ambiente e non risolutiva per il traffico. Ora l’opposizione è rappresentata dal comitato “Amici di Rivalta” e da quello di via Bedeschi, a cui si aggiunge il comitato “Boschi di Puianello”. Gianfranco Cristofori ne espone le ragioni in quanto esponente di Legambiente, oltre che “amico di Rivalta”: «La variante – spiega – impatta sul parco del Crostolo imponendo la distruzione quasi totale del vivaio di Sgrò, un bosco di cento piante, perlopiù abeti, alte fino a 40 metri. Perciò la Sovrintendenza aveva espresso in un primo momento un parere negativo. In ogni caso la bretella devierà dal centro di Rivalta solo il 10% delle auto: la maggior parte delle auto, infatti, non viene dalla montagna, ma da via Sant’Ambrogio. Vi si incanalano, passando per via Sant’Isidoro, perfino gli abitanti del quartiere Peep, per acquistare la precedenza alla rotonda di via Sant’Ambrogio. L’opera non vale i quasi sei milioni che verrà a costare. Rimarranno gli intasamenti in prossimità delle scuole. Occorrerebbe convincere i genitori a mandare i figli a scuola a piedi o fare in modo che sia attuato il bicibus, che oggi non funziona a causa della scarsa frequentabilità delle piste ciclabili».
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