Franco Bassi: “Fusione? Cittadini votate no”
Gattatico, il fondatore del Fuori Orario si schiera: «È come venire a patti coi ladri dopo il furto in casa»
GATTATICO. «Fusione? Meglio di no, grazie». Si intitola così l’intervento, contrario alla fusione tra Sant’Ilario, Gattatico e Campegine (il referendum si terrà il 16 ottobre), postato su Facebook da Franco Bassi, fino a poco tempo fa molto conosciuto in quanto uomo simbolo del Circolo Arci Fuori Orario di Gattatico.
Bassi - il quale, uscito dal Circolo, prosegue nel suo mestiere di consulente del lavoro a Parma - ora esce allo scoperto come uno dei fondatori del Comitato per il No “Tutelare Gattatico”, con una esortazione ai concittadini affinché boccino la proposta. «Funziona così. Da due anni i “politici”, dopo aver raccontato agli italiani per anni che “non avrebbero messo le mani nelle tasche degli italiani” mentre nel frattempo saccheggiavano i Comuni lasciando ai sindaci l’ingrato compito di aumentare le rette o le imposte su qualsiasi servizio fornito, adesso gli stessi politici promettono a tutti che se seppelliremo definitivamente i nostri Comuni centenari, dalle loro ceneri ne sorgerà uno nuovo, più grande, più bello, più efficiente e, udite udite, molto ma molto più ricco! È come se i ladri, dopo averti svaligiato casa, venissero a trovarti proponendoti di darti indietro parte della refurtiva se in cambio gli regali la casa, promettendoti che poi te ne costruiranno una con “vista mare” con tanto di servitù a disposizione… Ecco, la fusione dei Comuni è tutta qui. C'è ben poco d’altro da capire. Noi siamo tra quelli che non vogliono e non credono alla “casa al mare”. Vogliamo tenere la nostra. E vogliamo che la “refurtiva” sia restituita perché è un nostro diritto, non un’arma di ricatto». Chiediamo a Bassi - che, tra l'altro, annuncia che voterà no anche al referendum costituzionale, «per motivi diversi» - una previsione sull’esito referendario nel suo paese. «Non mi sbilancio, il mio è solo un augurio: che i cittadini di Gattatico votino per il no. Di certo Gattatico è il Comune più in bilico; merito soprattutto del Comitato nato nel luglio 2015, che è stato il primo a sollevare dubbi su questa che sembrava una strada obbligata». Bassi si dichiara «per nulla convinto dalle motivazioni pro fusione: è chiaro che la tentazione economica è forte, ma quello che si lascia è molto di più, perché la rappresentatività dei cittadini trova ancora una ragione di esistere all’interno dei Comuni. Il fine ultimo di chi ha pensato a questa riforma è estromettere i cittadini dalle decisioni che si vogliono assumere. Per i risparmi e la sinergia esistono le unioni comunali, sulle quali si riponevano chissà quali speranze e che ora paiono da buttare via». (am.p.)
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