Il M5S all’assessore Venturi «Viene? Guardi bene il tragitto»
CASTELNOVO MONTI. Arrivano alcune reazioni politiche all’incontro avvenuto nei giorni scorsi tra il sindaco di Castelnovo Monti, Enrico Bini, e l’assessore regionale alla sanità, Sergio Venturi, a...
CASTELNOVO MONTI. Arrivano alcune reazioni politiche all’incontro avvenuto nei giorni scorsi tra il sindaco di Castelnovo Monti, Enrico Bini, e l’assessore regionale alla sanità, Sergio Venturi, a Bologna. Il tema è quello che tiene in apprensione tutta la montagna: il punto nascite del Sant’Anna.
A intervenire è Raffaella Sensoli, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle e vice presidente della Commissione sanità. «Siamo felici che l’assessore Venturi abbia dato disponibilità a recarsi personalmente a Castelnovo per discutere del mantenimento del punto nascite. Lo invitiamo però, durante il tragitto, a mettersi nei panni di una donna in pieno travaglio che debba affrontare quella stessa strada di montagna, magari di notte e con la neve o il ghiaccio, per rendersi conto dell’effetto che avrebbe la decisione di chiudere quel presidio per l’intero territorio della montagna» dichiara. «Vorremmo ricordare anche all’assessore Venturi che nella sua risposta ad una nostra interrogazione aveva accolto favorevolmente la nostra richiesta di attuare una sperimentazione sui quei punti nascita che, pur non rispettando i parametri di 500 parti all’anno, avessero gli standard di qualità stabiliti per legge. Standard che riteniamo Castelnovo possegga. Il ministro Lorenzin poi, può istituire tutti i Fertility day che vuole, ma se ai cittadini si rende la genitorialità difficile fin dal momento del parto, resteranno solo spot lanciati a vuoto» conclude.
Altro intervento arriva dal capogruppo di Terre Reggiane in consiglio comunale a Reggio, Giuseppe Pagliani: «È indispensabile una fermissima presa di posizione anche dalla Regione in difesa dell’ospedale Sant’Anna. Non basta continuare, come stanno facendo il sindaco Bini ed altri amministratori locali della montagna, a organizzare tavoli su tavoli, senza garantire la permanenza del reparto. Per noi il rischio è quello del progressivo depotenziamento dell’ospedale, che riteniamo essere indispensabile struttura sanitaria per tutta la montagna reggiana ed anche per alcune frazioni e comuni della provincia di Massa-Carrara».
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