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Al Campovolo ospiti di... Ariosto

Al Campovolo ospiti di... Ariosto

Questa volta è il turno del ristorante Mauriziano e dei suoi famosissimi tortelli

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Dopo una breve fila veniamo accolti con un largo sorriso dal caposala che ci indirizza verso il nostro tavolo. La temperatura è gradevole e le luci degli stand contribuiscono a un’atmosfera nient’affatto male. Poi, il momento tanto atteso: l’ordinazione. Scegliamo per mettere alla prova la cucina del ristorante i piatti che richiedono un po’ più di tecnica. E che ovviamente rispecchiano la tradizione nostrana. Decidiamo di partire con un tortino al prosciutto con fonduta di Parmigiano Reggiano per proseguire poi con i tortelli di zucca del Mauriziano al burro.

Con un nome così, non potevamo non prenderli. Infine chiudiamo con un filetto di bovino all’aceto balsamico su crostone e scaglie di Parmigiano Reggiano, accompagnato da una porzione di patate fritte. Che, essendo statisticamente il piatto tipicamente chiesto dai bambini, è importante testare. Dopo appena dieci minuti arriva l’antipasto e già l’aspetto invoglia la forchetta. Delicatamente adagiato sulla crema di fonduta il tortino è tenero al taglio e, anche se il Parmigiano tende a coprire i sapori, l’equilibrio con il prosciutto e l’accostamento di morbido e croccante creano un connubio tutto sommato bilanciato.

Annaffiamo il tutto con un bicchiere di frizzante lambrusco “metodo ancestrale Senzatempo riunite” e subito ci viene servito, con precisione e cordialità, il primo piatto. Confessiamo che la zucca è una delle nostre pietanze preferite e quindi il cuoco già partiva avvantaggiato, ma il palato ne è rimasto decisamente soddisfatto. Cotta al punto giusto la pasta, dolce ma non troppo il ripieno e non eccessivo il burro. Unica pecca il nome: non abbiamo capito dove fosse il “Mauriziano” nel piatto.

Infine, mentre la bottiglia di vino comincia a vuotarsi, ci viene servito il filetto. Apparentemente il balsamico sembrerebbe troppo, ricopre letteralmente la carne, ma all’assaggio la sensazione svanisce. La salsa è stata assorbita dal crostino rendendolo non troppo duro e la carne è cotta esattamente come deve essere. Mangiati assieme risultano gustosi mentre il Parmigiano bilancia l’acidità dell’aceto.

Per chiudere le patate fritte, croccanti ma non dure e senza troppo olio. Forse insipide ma, come dicevano le nonne, “aggiungerlo si può, levarlo no”.

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