La nipote di Romano Prodi respinta alla frontiera con il Marocco
Silvia, consigliera regionale in Emilia Romagna, era con l'associazione umanitaria Jaima Sahrawi, diretta nella zona del Sahara occidentale
REGGIO EMILIA. Erano diretti nella zona del Sahara occidentale, contesa tra il Marocco e i separatisti del fronte Polisario, quando la delegazione dell'associazione umanitaria Jaima Sahrawi è stata respinta alla frontiera con il Marocco.
Della delegazione faceva parte, anche se non in veste ufficiale, la consigliera regionale dell'Emilia-Romagna Silvia Prodi (Pd), nipote di Romano Prodi, ex commissario Ue e ora presidente del Gruppo di lavoro Onu-Unione Africana sulle missioni di peacekeeping in Africa.
Il gruppo è stato bloccato all'aeroporto di Laayoun e costretto dalla polizia locale a tornare in Italia. La polizia ha ritirato i passaporti e ha fatto imbarcare la delegazione su un aereo per Casablanca. Qui il gruppo di italiani ha passato la notte prima di fare ritorno in Italia poco dopo mezzogiorno.
Da diversi anni l'associazione Jaima Sahrawi porta avanti azioni di solidarietà nel Sahara Occidentale a favore del popolo Sahrawi e non sarebbe la prima volta che una delegazione italiana viene respinta dalle autorità del Marocco.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
