Gazzetta di Reggio

Reggio

la domenica

Ma sì, ma no: il Pd è un tiro alla fune

Stefano Scansani
Ma sì, ma no: il Pd è un tiro alla fune

L'editoriale del direttore Stefano Scansani sul referendum per la riforma costituzionale in programma entro dicembre

5 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Sì o No al referendum costituzionale? Il quesito divide l'Italia, rompe il Pd, perseguita gli italiani. Così sarà - con un rimando dopo l'altro - fino a dicembre. I motivi del Sì e la ragioni del No stanno finendo in tutte le salse, in ogni discorso, tirati e montati in una logica che scommette sui destini del Paese, sulle sorti del governo, sulla carriera di Renzi, sul futuro della democrazia, sulle dinamiche dell'economia (le poltrone e i costi della politica).

Proprio nei giorni scorsi, nel nostro piccolo, alcuni parlamentari reggiani interrogati dalla Gazzetta su quel che fanno per contrastare la delinquenza a suon di articoli di legge , sono riusciti a tirare in ballo il Sì e il No al referendum. Hanno risposto che sull'emergenza della sicurezza loro sono molto attivi, e che parecchie proposte di modifica alle norme penali e alla procedura penale sono arenate al Senato, e là non procedono.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.14062694:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2016/09/04/news/renzi-a-reggio-ruba-la-scena-a-zagrebelsky-1.14062694]]

La morale è così semplificabile: il bicameralismo perfetto inceppa, e se questo Senato non ci fosse più, l'approvazione delle leggi sarebbe rapida. Stringi stringi ci sarebbe più sicurezza. Questo è soltanto un esempio di come e quanto il conflitto tra il Sì e il No viene sapientemente infilato in ogni ragionamento, dunque in qualsiasi attività di propaganda. Altro esempio? Giovedì sera a Festareggio Renzi sotto il tendone di Piazza Grande ha assestato una botta ai neutralisti, cioè a quelli che preferirebbero che in una manifestazione del genere non vi fossero prese di posizione.

O, almeno, non emergesse così potentemente il Sì con le sue ragioni. Il segretario-premier alla sua maniera ha tagliato corto. Ha detto che il partito è il partito, il Pd ha una maggioranza che si è espressa, è che non può essere il partito del mah? E neanche del boh?

Renzi sull'ora del tramonto sembrava perfettamente sapere che da lì a un niente, nello stesso posto, il costituzionalista Zagrebelsky, guerriero del No, avrebbe duellato con la sostenitrice del Sì Finocchiaro.
Tutto a - che stasera si conclude - ti dice Sì. Ma con uno gioco d'equilibrio il Pd locale fa stare al suo interno gli esponenti e le ragioni del No, quindi l'Anpi la quale non è scindibile dalla storia e nella cronaca. Per evitare conflitti, per neutralizzare frizioni che si sono accesi in altre feste del Pd, al Campovolo hanno scelto una processione segreta che di sera in sera è stata replicata. Ed è riuscita.

All'ingresso, a destra per chi arriva, c'è lo stand dell'Anpi con qualche locandina esterna che invita a visitarlo. Bandiere, slogan, libri, fotografie. Si sa ma non si dice: l'accordo nel board del Pd reggiano prevede che quelli dell'associazione possono volantinare e far propaganda per il No unicamente nel perimetro dello stand. Dall'altra parte della strada c'è la struttura della direzione che - non a caso - è mediana fra la casa dell'Anpi e lo stand del Sì, dove ogni tanto qualche militante fuoriesce e distribuisce materiale informativo dentro il flusso dei visitatori tra le fumigazioni delle griglie e il valzer delle giostre.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:foto-e-video:1.14078434:MediaPublishingQueue2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/foto-e-video/2016/09/09/fotogalleria/tutto-esaurito-a-festareggio-per-il-premier-matteo-renzi-1.14078434]]

È successo quindi che ogni ospite di calibro, di partito o di governo, segretariale o ministeriale, sia stato sottoposto alla processione d'ingresso del Ma Sì, ma No la vita è un tiro alla fune, però ci vogliamo un gran bene (Vittorio Borghesi e la sua Orchestra, cit.). La sequenza è da copione. Parcheggio degli ospiti con la scorta nell'area della direzione. Strette di mano, baci e abbracci, flash dei fotografi appena al di qua dei pannelli rossi.
Il segretario provinciale Costa dice come se gli tornasse improvvisamente in mente, ma con orgoglio: "Ah, vieni che salutiamo quelli dell'Anpi!".

[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.14010110:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/reggio/cronaca/2016/08/24/news/si-o-no-a-festareggio-la-par-condicio-e-virtuale-1.14010110]]

L'ospite che conviene. "Ah, c'è lo stand dell'Anpi all'ingresso della festa, che bravi!". Molti complimenti tra chi dice Sì e chi dice No. Di seguito la conversazione davanti alla direzione (zona neutra). Quindi Costa soprassalta: "Ah, e qui c'è lo stand del Sì". L'ospite si mette in posa con i militanti pro riforma costituzionale e il ritratto è fatto: "Caspita, questa è davvero una festa democratica", conviene l'ospite.

I vertici del Pd reggiano non scherzano e passano dai luoghi (gli stand) al cast, cioè alle persone. Ecco il sindaco di Campegine, Cervi, parente dei Fratelli, organizzatore di FestaReggio e uomo cromosomico-storico legato e immerso nell'Anpi.

Poi si manifesta il tandem sindaco Vecchi e presidente della Provincia Manghi, il primo d'estrazione tardocomunista renzizzato, il secondo di percorso tardodemocristiano renzizzato. L'ospite si convince che al Campovolo la pace interna è endemica. Monumento alla coesione, anzi alle teorie delle parallele che a FestaReggio si incrociano. Qui c'è un habitat sublime.

Se gli invitati dubbiosi avessero necessità di un'ulteriore prova della sussistenza locale del valzer Ma Sì, ma No la vita è un tiro alla fune, però ci vogliamo un gran bene , possono incontrare la coesione vivente del Sì-No, meglio ancora del No-Sì (nòsi, che nei dialetti della nostra Bassa vuol dire matrimonio). Si tratta di Ermete Fiaccadori. Il suo percorso è un ponte: prima faceva il tesoriere del partito e il direttore di FestaReggio, oggi fa il presidente dell'Anpi.

È un uomo saldatore. Solitamente compare davanti la direzione fra la zona No e la zona Sì, in area neutra. Viene presentato come modello della convivenza reggiana. E la prima domanda per Ermete è inevitabile: "Beh, allora come voterà? Dai ce lo dica…". Lui tergiversa, fa battute divertenti, e con lui oltre la ruota panoramica al Campovolo pare esserci anche l'otto volante. Perché l'attesa fiacca, la polemica, fiacca, il Sì fiacca, il No fiacca. Fiaccadori se ne intende.

Stefano Scansani
s.scansani@gazzettadireggio.it
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google