«Colpito con un flessibile dal rapinatore»
Scandiano: Angelo Galloni con la famiglia ha sorpreso i ladri in azione al ritorno a casa, è stato aggredito dalla banda
SCANDIANO. Un sabato sera di autentico terrore, in cui via Corti si è trasformata nel teatro di un aggressione ai danni di una famiglia che ha sorpreso i ladri al rientro a casa dopo una tranquilla cena in una pizzeria poco distante.
Erano le 21.30 di sabato sera quando la famiglia Galloni ha fatto ritorno alla propria abitazione al civico 24/1, un quartiere residenziale in cui sorgono diverse villette e densamente popolato. I Galloni erano usciti con due macchine: quando sono rientrati a casa hanno attraversato il cancello per parcheggiare le vetture in cortile. In quel momento è stato l’inizio di un incubo, con una pesante colluttazione che ha terrorizzato la famiglia Galloni e ha costretto uno dei componenti a recarsi all’ospedale per farsi medicare.
«Siamo entrati con le macchine nel cortile di casa – racconta Andrea Galloni, 46 anni, carpentiere – Erano circa le 21.30 e stavamo tornando da una tranquilla serata alla pizzeria Gulliver a un paio di chilometri dalla nostra abitazione. Appena varcata la soglia d’ingresso, all’altezza del cancello, abbiamo notato che c’era un uomo seduto a cavalcioni sul davanzale della finestra al piano terra. C’era un secondo complice che faceva da “palo” in cortile e dentro un terzo che stava lavorando. Tutti e tre, come abbiamo potuto accertare anche guardando i filmati della videosorveglianza, erano a volto scoperto. Spudorati, senza vergogna, né, tantomeno paura. Quando ci ha visti entrare in auto, l’uomo che abbiamo sorpreso sul davanzale della finestra, mi è corso incontro e mi ha aggredito brutalmente». «Io stavo scendendo dall’auto quando ho visto questo “toro”, che mi sembrava di origine slava, venirmi incontro come una furia implacabile e riempirmi di botte - racconta - In mano, poi, aveva il flessibile con cui aveva iniziato a scardinare la cassaforte e me l’ha scagliato in fronte, provocandomi una ferita che ho dovuto farmi medicare all’ospedale Magati e per cui mi hanno dato cinque punti di sutura. E dopo la botta in fronte non è finita, mi hanno distrutto il vetro del finestrino dell’automobile da cui stavo scendendo, una Kya Ceed, mandandolo in frantumi. Durante la fuga, poi, i tre hanno abbandonato il flessibile per strada, in terra, mentre cercavo di inseguirli. Non hanno rubato nulla».
E non è terminata così l’aggressione: nella collutazione è rimasta coinvolta anche la compagna di Angelo. «Lei ha visto uno dei tre ladri con una grossa borsa sulle spalle – prosegue Galloni – Anche la mia compagna l’ha rincorso pensando che dentro ci fosse la refurtiva. Ma una volta aperta la borsa, abbiamo potuto appurare che all’interno c’erano diversi arnesi da scasso: indubbiamente si tratta di professionisti del furto... Il malvivente l’ha scaraventata a terra e si è ferita alle gambe. In più, suo padre è stato minacciato con un coltello che gli è stato puntato contro da uno della gang. Come abbiamo potuto vedere dalla videosorveglianza, poi, uno dei tre, il “palo”, vedendo arrivare le nostre auto, ha avvisato il delinquente che stava sventrando la cassaforte per dirgli di fare in fretta e di scappare» continua Andrea.
I tre sono fuggiti a bordo di un’automobile parcheggiata di fronte all’abitazione che stavano derubando. «Sono scappati su un’Alfa Giulietta – conclude – L’avevano posizionata davanti a casa nostra, con molta tranquillità, noncuranti di tutta la gente che a quell’ora era nelle abitazioni vicine o stava passando per strada. Questa gente non ha paura di nulla». L’episodio è stato denunciato ai carabinieri.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
