Oltre 900 piatti per l’Amatriciana pro terremotati
Anche a Montecchio pienone per il pranzo al Parco Enza Il sindaco: «Orgoglioso della comunità, ricavato devoluto»
MONTECCHIO. Non si arresta e per fortuna non ha nessuna intenzione di interrompersi l’ondata di “amatriciane” che da diversi giorni stanno invadendo un po’ tutta l’Italia. E la provincia di Reggio Emilia non fa eccezione, in questo moto di solidarietà che ha unito il Paese. Queste tavolate imbandite rappresentano, infatti, il bisogno sincero di tutti di esprimere vicinanza e solidarietà concreta ai terremotati del centro Italia. E nell’Emilia che ancora non dimentica, né ha del tutto ricucito, le ferite di quattro anni fa, la sensibilità forte.
Per testimoniare la propria vicinanza, anche da queste parti, hanno scelto il piatto simbolo di un territorio che è stato messo a dura prova per riunirsi e donare. Dopo il pienone di Rubiera, ieri al Parco Enza di Montecchio il pranzo di solidarietà non ha tradito le aspettative.
La comunità ha risposto, come ci si aspettava, con entusiasmo e un pienone davvero impressionante: oltre 900 i posti a tavola che si sono riempiti. Con i partecipanti che hanno formato anche lunghe file, in attesa del proprio turno.
«Sono orgoglioso di come Montecchio ha risposto all’iniziativa - è il commento del sindaco Paolo Colli, che ha preso parte al pranzo - Abbiamo fatto uno sforzo organizzativo non piccolo, ma come sempre la comunità ha riposto al massimo». Il primo cittadino spiega che non solo la preparazione del pranzo è opera di volontari, ma gli stessi cibi preparati sono il frutto di importanti donazioni arrivate da negozi e supermercati del paese.
Il ricavato del pranzo di solidarietà verrà destinato al conto corrente aperto dalla Provincia di Reggio Emilia. «Andrà a finanziare un progetto specifico, individuato nei territori di Lazio, Umbria, Marche colpiti dal terremoto».
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