Gazzetta di Reggio

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Conad stacca Coop di 70 milioni di euro nella “gara” degli utili

di Enrico Lorenzo Tidona
Conad stacca Coop di 70 milioni di euro nella “gara” degli utili

Centro Nord chiude il 2015 con un risultato di +23 milioni contro la perdita dell’ex Nordest di 54milioni di euro

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REGGIO EMILIA. Sono due coop rosse, fanno lo stesso lavoro ma lo organizzano in maniera completamente diversa con differenze di risultato divenute abissali nel 2015. Tra Conad Centro Nord e l’ormai ex Coop Nordest (confluita ora nella fusione sulla via Emilia chiamata Coop Alleanza 3.0) da anni è in atto la “guerra del carrello”, soprattutto a Reggio Emilia, dove le consorelle hanno sede e si sfidano a suon di nuove aperture.

Il confronto tra le due realtà non è semplice ma se prendiamo i fatturati i valori sono simili. Conad Centro Nord nel 2015 rasenta gli 800 milioni di euro, Coop Nordest ha chiuso l’anno passato l’ultimo bilancio pre-fusione con circa 900 milioni. L’abisso si trova nell’ultimo rigo del bilancio, alla voce utile. Il Conad reggiano continua a volare in territorio positivo con oltre 23 milioni mentre Coop Nordest ha dovuto svalutare partecipate e risultati perdendo 54 milioni di euro. Operazione necessaria per presentarsi in ordine al matrimonio celebrato con Coop Adriatica e Coop Estense. Il divario numerico tra i due risultati è quindi di oltre 70 milioni di euro. Conad gongola mentre la coop reggiana in mano all’ex presidente regionale di Legacoop Paolo Cattabiani - che ha effettuato la pulizia - si lecca le ferite.

Per molti il paragone potrebbe risultare azzardato ma nella cooperazione e tra i concorrenti viene evidenziata una differenza soprattutto gestionale, che ha portato a frutti diversi. Conad si è concentrata da anni in maniera esclusiva sul business: a capo del gruppo nel 2004 è stato messo Francesco Pugliese, amministratore delegato e direttore generale, nato a Taranto, di stanza a Reggio e residente a Parma. Un uomo concentrato sui numeri e l’offerta, molto meno sulla vita politica della cooperazione rossa in Legacoop, dove invece la Coop gioca un ruolo di primo piano ma che ne influenza però anche le vita industriale. Oltre che di merci, scaffali e sconti, Coop Nordest si è dovuta occupare anche di salvataggi, tamponamenti di emorragie nel sistema cooperativo e operazioni immobiliari. C’è poi l’altra grande differenza: i soci della Coop sono i consumatori, privati cittadini che ci vanno per riempire il carrello. I soci del Conad sono invece gli imprenditori che aprono i supermercati e si affidano alla casa madre come centrale acquisti e di sviluppo marketing. Il Conad Centro Nord, infatti, ha solo 150 dipendenti diretti: i lavoratori dei supermercati sono dipendenti dei gestori degli stessi punti vendita. Un modello imprenditoriale basato sui soci imprenditori e non sui soci consumatori che ha pregi e difetti: i primi sembrano aver superato i secondi. Coop Nordest invece controlla direttamente i negozi e paga i 3.500 dipendenti, facendo inoltre del prestito sociale una delle pietre angolari del suo sistema. Una differenza marcata anche nelle pubblicità, con slogan che fanno ormai parte dell’immaginario collettivo. «La Coop sei tu» è rivolto infatti ai soci consumatori della grande catena. Conad, invece, ha puntato la sua campagna sul gestore del negozio, un imprenditore «che non chiude mai occhio» e che si alza di notte per mettere in ordine le offerte sugli scaffali del suo supermercato.

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