Cucciolo di lupo investito e ucciso sulla statale 63
Casina: carcassa trovata al Bocco, verrà eseguita l’autopsia Willy Reggioni: «Non ci sono più esemplari, ma più mezzi»
CASINA. Nella mattinata di ieri, su segnalazione di diversi automobilisti in transito, il personale della Polizia Municipale di Casina, e in particolare l’ispettore Corrado Bernardi, e della Polizia Provinciale, è intervenuto lungo la Statale 63, nel tratto a valle della località “Il Bocco”, per il recupero del corpo di un lupo rinvenuto senza vita.
Si tratta di un esemplare maschio giovanissimo, dell’età di circa 5 o 6 mesi, che secondo tutte le evidenze sarebbe rimasto vittima di un incidente stradale, con ogni probabilità uscendo all’improvviso dal bosco che in quel punto costeggia la strada. L’ipotesi, anche per le abitudini del lupo, è che l’incidente sia avvenuto domenica notte. Il corpo dell’animale è stato recuperato e messo a disposizione del Wolf Appennine Center, il centro creato dal Parco Nazionale dell’Appennino riferimento per la gestione del lupo e dei possibili conflitti delle attività umane.
Spiega il responsabile dei progetti sul lupo per il Parco nazionale, Willy Reggioni: «Effettueremo nei prossimi giorni un’autopsia su questo esemplare, ma purtroppo negli ultimi anni non è infrequente che esemplari di lupo abbiano incidenti sulle strade. Solo nell’ultimo anno abbiamo avuto 4 o 5 casi di esemplari deceduti per questo motivo, tutti nella fascia tra la collina e l’inizio della pianura». «Incidenti che hanno dato l’impressione che siano di più gli esemplari di lupo in questa zona rispetto al crinale - conferma - dove questo tipo di incidenti è più raro, ma in realtà non è così. Semplicemente le strade di collina sono più frequentate, non è che ci sono più lupi bensì più mezzi in transito».
Gli incidenti che vedono coinvolti animali selvatici sono decine, ma coinvolgono soprattutto ungulati, in particolare caprioli o cinghiali. Alcuni sono incidenti molto gravi: lo scorso aprile per l’impatto contro un capriolo lungo la strada verso Massenzatico, rimase ucciso il 59enne reggiano Stefano Michelini. Anche gli incidenti con i lupi hanno ormai un loro “storico”: il primo che ottenne una forte rilevanza mediatica fu nell'estate del 2004, con protagonista un esemplare ribattezzato “Ligabue”, che sopravvisse, anche se malconcio, a uno scontro sulla tangenziale di Parma. Il lupo venne curato per qualche mese e poi liberato nel territorio del Parco Tosco Emiliano, munito di radio collare, e i suoi spostamenti furono seguiti fin sulle Alpi Marittime dove venne ucciso, mesi dopo, nello scontro con un altro lupo, probabilmente per avere invaso lo spazio di un altro branco.
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