Ex Poste, il Tar dà ragione al Comune
Respinto il ricorso dei residenti di via Sessi contro la Bluefield di Montipò, difesi da Ermes Coffrini
REGGIO EMILIA. «In parte irricevibili, in parte inammissibili e in parte infondati». È con una corposa sentenza, pubblicata nei giorni scorsi, che il Tar di Parma ha respinto il ricorso presentato da alcuni residenti di via Sessi e via don Andreoli sul palazzo dell’ex Poste. Un ricorso contro il Comune, la Soprintendenza e il ministero dei Beni Culturali, nei confronti della Blufield di Fulvio Montipò, la società impegnata nel progetto di riqualificazione del complesso edilizio.
Per i residenti, difesi dagli avvocati Ermes Coffrini e Benedetto Graziosi, la ricostruzione delle ex Poste dopo la demolizione prevedeva un’altezza di nove metri superiore rispetto al precedente palazzo abbattuto, togliendo loro in questo modo la luce naturale. Per il via ai lavori c’era stata una deroga del Comune. Deroga che i residenti vicini hanno tentato di “bloccare”, chiedendo alle parti chiamate in causa di revocare le autorizzazioni. Fra i numerosi atti impugnati, il permesso di costruire, la delibera del consiglio comunale contenente le “Controdeduzioni ed approvazione del primo piano operativo comunale”, un atto di accordo con la Srl Bluefield e l’approvazione di schema di atto di accordo tra il Comune di e Bluefield Srl per l’inserimento in Poc dell'intervento di ristrutturazione. Nell’agosto dell’anno scorso, il Comune aveva deciso di resistere in giudizio. A giugno, infine, la sentenza, pubblicata nei giorni scorsi, nella quale i giudici amministrativi Sergio Conti (presidente), Anna Maria Verlengia e Marco Poppi, hanno dato ragione al Comune, rigettando il ricorso. «Il Tar sezione staccata di Parma- si legge nella sentenza – definitivamente pronunciando sul ricorso ed i motivi aggiunti li dichiara in parte irricevibili, in parte inammissibili e in parte infondati». Compensate le spese.
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