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Incendio a Codemondo Reggio invasa dal fumo

di Leonardo Grilli
Incendio a Codemondo Reggio invasa dal fumo

Il rogo si è sviluppato alle tre di ieri mattina nella cooperativa agricola La Collina Distrutto un capannone e 15 rotoballe, l’odore si è sentito in gran parte della città

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REGGIO EMILIA. Una città invasa dal fumo e dalla puzza di bruciato quella che si è svegliata lunedì mattina. Tanto da preoccupare molti reggiani che sui social network si chiedevano da dove provenisse il forte odore di bruciato chiaramente percepibile in buona parte di Reggio Emilia. La causa fortunatamente non era così grave come si pensava in un primo momento.

L'origine infatti era un incendio divampato nella notte all'azienda agricola La Collina di Codemondo. Verso le 3 di mattina una quindicina di rotoballe, per ragioni ancora da accertare, hanno preso fuoco all'interno di un capannone della struttura. Per il caldo e per la consistenza secca del materiale il fuoco si è diffuso molto rapidamente, allarmando i residenti della comunità che vive all'interno della cooperativa. Si tratta di un gruppo di recupero per tossicodipendenti ed è stato proprio uno di loro a svegliarsi nella notte e notare lo strano bagliore che proveniva dall’esterno.

«Ci hanno chiamato loro verso le 3 – racconta Giorgio Prandini, uno dei soci della cooperativa – ma le fiamme erano già molto diffuse abbiamo dovuto chiamare di corsa i soccorsi». Immediatamente quindi sono stati avvertiti i vigili del fuoco che sono accorsi con tre autobotti. E qui il primo problema: all’interno del capannone erano custoditi nove capi di bovini, rimasti intrappolati all’interno a causa delle fiamme. Grazie all’aiuto degli agricoltori però tutti gli animali sono stati salvati.

«Appena gli abbiamo liberati – prosegue Prandini – sono subito scappati nel recinto esterno e non la smettevano di correre in cerchio. Erano terrorizzati e anche la mattina dopo, quando volevamo riportarli dentro per farli bere, non ne volevano sapere di rientrare». La seconda difficoltà poi sono state le quindici rotoballe ammassate dentro la struttura. La paglia molto secca e la loro disposizione a pile verticali ha fatto sì che le fiamme si diffondessero molto rapidamente. Per estrarle e trasportarle nel campo di fronte, evitando così la distruzione totale del capannone, è stato necessario l’intervento dei vicini.

«Mentre i vigili del fuoco mantenevano umide le rotoballe con i getti d’acqua – spiega il socio – dei vicini con i trattori le trasportavano all’esterno. Ci abbiamo messo diverse ore non è stato facile, sono ancora là fuori che fumano».

Le cause dell’incendio ancora non sono chiare e per verificare un eventuale dolo sul posto sono intervenuti anche gli uomini della polizia di Stato che hanno interrogato i ragazzi della comunità. «Francamente – conclude Prandini – non so come sia potuto succedere. L’impianto elettrico era ignifugo e infatti in parte ha resistito anche alle fiamme. Ma il dolo mi sembra difficile, non abbiamo mai avuto problemi con nessuno. Al massimo qualcuno venuto da fuori».

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