Nomadi al Foro Boario, i camperisti: «Quelle roulotte sono vecchie e pericolose»
Il presidente dei camperisti reggiani che gestisce lo stallo del parcheggio: «Serve uno spazio con dei posti dedicati e un orario di sosta limitato»
REGGIO EMILIA. Da quando un gruppo di nomadi ha deciso che il Foro Boario sia la zona più adatta dove abitare in tutta tranquillità, a farne le spese sono stati soprattutto i camperisti. Il cui punto di servizio è la principale attrattiva per i gitani e che per questo è stato chiuso, almeno nella parte che rifornisce l’acqua depurata.
Ma ora sembra che la misura sia colma. «Dopo il primo episodio erano calati ma ora da qualche giorno sono tornati con una dozzina di roulotte – spiega William Lanzoni, presidente dell’associazione Club campeggiatori Reggio Emilia che gestisce quell’area di sosta – oltre alla sporcizia si mettono di traverso occupando più parcheggi ed è anche inutile dirgli qualcosa. Per non parlare delle multe, tanto non hanno un indirizzo a cui recapitarle e non le pagano. I loro camper poi sono vecchi, hanno spesso delle bombole poco sicure e potrebbero prendere fuoco. E se stanno in mezzo alle auto, adesso che poi ricominciano le scuole, è un problema». La soluzione per risolvere questa criticità però sarebbe semplice.
«Eravamo d’accordo con il Comune che i primi di settembre avrebbe fatto un’area nel Foro con stalli appositamente per i camper e un limite di sosta di 48 o 72 ore. Questo limiterebbe il numero dei nomadi e ci permetterebbe di gestire meglio l’area. Speriamo lo facciano il prima possibile». (l.g.)
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