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Riapre la scuola “scoperchiata”

Riapre la scuola “scoperchiata”

Rubiera: lezioni regolari da giovedì alla Marco Polo, vittima del nubifragio

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RUBIERA. Dopo la tempesta, si riapre. Riprenderà normalmente la sua attività la scuola elementare Marco Polo di Rubiera, l’edificio pubblico maggiormente danneggiato dal nubifragio del 6 settembre scorso. Ore di vento, tempesta e pioggia intensissima che avevano provocato enormi disagi e problemi nella zona a cavallo del Secchia, con epicentro proprio a Rubiera. La forza del vento aveva sradicato il tetto di un condominio, di diverse aziende e della scuola elementare di via Ariosto, oltre ad aver fatto cadere piante, rami e cornicioni. Una manciata di minuti devastanti, e una delle immagini simbolo era proprio quella del plesso scolastico Marco Polo semi-scoperchiato, oltre tutto a fianco del grande cantiere attivato per costruire una nuova palestra a disposizione del territorio. Per fortuna, a parte l’enorme spavento, non ci sono danni alla parte interna della struttura: il tetto è stato praticamente strappato via, il vento infilandosi nel sottotetto ha portato una pressione enorme facendo saltare la parte superiore ma il sottotetto in cemento armato ha retto senza grandi problemi. Non vi sono state perdite d’acqua dall’alto e le uniche stanze bagnate sono figlie di una finestra rimasta aperta, che ha fatto entrare della pioggia di “stravento”.

«La scuola era agibile anche il giorno dopo la tempesta, non ci saranno problemi in questo senso: noi siamo pronti per riprendere le attività, le aule sono tutte completamente agibili e fruibili», racconta il sindaco rubierese Emanuele Cavallaro. «Visto che il tetto era saltato, ne abbiamo approfittato per inserire una nuova copertura isolante sopra al sottotetto in cemento armato, che comunque aveva tenuto benissimo. E non abbiamo avuto problemi neppure con il cantiere della scuola, lì proprio i lavori non sono stati intaccati minimamente, e non ci saranno ritardi causati dal maltempo».

Una conclusione tutto sommato dolce dopo quell’assurdo pomeriggio di tempesta, quando dalle 18 alle 18.30 una bella fetta di provincia reggiana era finita letteralmente sottosopra. (adr.ar.)

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