Tornano in classe 65mila reggiani
Giovedì mattina iniziano le lezioni ma l’avvio sarà incerto Non mancano le cattedre vacanti e le polemiche tra i prof
REGGIO EMILIA. I circa 65mila alunni e studenti reggiani hanno ancora due giorni di vacanza da godersi con il sole caldo di questa fine estate. Ieri, infatti, le aule scolastiche sono state riaperte soltanto in Abruzzo, Friuli, Lombardia, Molise, Piemonte, Trentino (in Alto Adige si era iniziato il 5), Umbria, Valle d’Aosta e Veneto. Domani toccherà a Basilicata, Calabria, Liguria, Sardegna e Sicilia.
L’Emilia-Romagna, invece, ha optato per giovedì 15, in compagnia di Campania, Lazio, Marche, Puglia e Toscana.
Ha confermato, cioè, l’abitudine di prolungare il più possibile le vacanze estive per accontentare gli albergatori romagnoli. Nella nostra provincia le lezioni ricominceranno per circa 27mila alunni delle scuole elementari, oggi denominate primarie, quasi 16mila delle medie inferiori (secondarie di primo grado) e quasi 22mila delle superiori (secondarie di secondo grado).
Il governo aveva promesso un avvio regolare, grazie all’immissione in ruolo di 100mila docenti precari avvenuto in più fasi nello scorso anno scolastico in virtù della legge 107/2015, conosciuta come “buona scuola”.
Con la loro stabilizzazione sarebbero dovuti finire, cioè, sia l’andirivieni dei supplenti sia l’orario ridotto, che caratterizzavano in passato le prime settimane di scuola, soprattutto alle superiori. In realtà non mancano, ancora, le cattedre vacanti, che nei primi tempi saranno coperte da precari o, alle superiori, potrebbero rimanere vuote per più giorni.
Infatti hanno subìto un pesante intralcio le operazioni con cui nelle scorse settimane i neo-assunti sono stati destinati alla sede definitiva. Un errore del sistema informatico ministeriale ha fatto sì che insegnanti con un punteggio inferiore scavalcassero quelli con più punti. Questi ultimi, trasferiti in località lontane da quelle richieste, hanno presentato una nutrita serie di ricorsi che minacciava di rimettere in discussione gran parte dei movimenti già decisi per tutta l’Italia. Quindi il ministero ha risolto soltanto una parte di questi casi con opportune conciliazioni. Intanto, però, sono state ritardate le assegnazioni provvisorie. Anche dalla nostra provincia nelle prossime settimane si sposteranno i docenti che saranno assegnati in ritardo alle sedi più affollate del Meridione. Arriveranno tardi, inoltre, molti dei 30mila vincitori del concorso a cattedre, che, per alcune discipline, non s’è ancora concluso. Infine permane la solita difficoltà di reperire i docenti delle materie tecniche e professionali, i cui laureati preferiscono perlopiù altri impieghi al di fuori della scuola.
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