Accoglienza, Bini: «Castelnovo Monti c’è»
Il presidente dell'Unione dei Comuni dell'Appennino reggiano: «Eravamo in attesa del progetto»
REGGIO EMILIA. «Segnalo che Castelnovo Monti non ha affatto compiuto la scelta di non accogliere profughi sul proprio territorio». Così il sindaco di Castelnovo Monti e presidente dell'Unione dei Comuni dell'Appennino reggiano, Enrico Bini, interviene sull’emergenza profughi, al centro del summit odierno in Prefettura. Ad oggi sono accolti nella nostra provincia quasi oltre 1.100 richiedenti asilo, 700 dei quali sistemati in appartamenti e 432 in strutture alberghiere. Di questi il 68% è accolto in città. Il restante 32%, invece, trova ospitalità negli altri Comuni.
Ma non tutte le amministrazioni reggiane, finora, hanno collaborato alla gestione dell'emergenza. Anzi, quasi la metà dei Comuni si è tirata fuori dalla partita dell'ospitalità. Uno squilibrio sollevato dal vicesindaco di Reggio Emilia, Matteo Sassi, che vede Bini d’accordo. Ma, precisa il sindaco di Castelnovo, il suo Comune non si è affatto tirato indietro. «Il tema sollevato da Sassi, è certamente reale e fondato - afferma Bini – Concordo pienamente con l’intervento successivo del presidente della Provincia, Giammaria Manghi, sulla necessità di uno stretto coordinamento con i sindaci per riuscire a gestire in modo organico e soddisfacente questa situazione difficile. Segnalo però che Castelnovo Monti non ha affatto compiuto la scelta di non accogliere profughi sul proprio territorio».
Secondo quanto riferisce Bini, «nello scorso giugno ci sono stati incontri con La dimora di Abramo: abbiamo chiesto che sull’arrivo di alcuni profughi sul nostro territorio ci venisse presentato un progetto, ci fosse indicato dove si intendesse alloggiarli ed in che modo si intendesse assisterli e magari cercare di integrarli nella comunità, per far sì che non si trattasse di una semplice operazione di “stoccaggio” di persone nel primo edificio disponibile. Da quegli incontri però non abbiamo più saputo nulla, ma la nostra disponibilità resta: sappiamo che è un momento storico che ci richiede una assunzione di responsabilità di fronte ad un quadro internazionale quanto mai complesso e drammatico, e non intendiamo tirarci indietro. La medesima disponibilità peraltro è stata segnalata in modo collettivo da tutta l'Unione dei Comuni dell'Appennino Reggiano». (e.spa.)
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