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Chiesa e Arma alleate contro le truffe

Chiesa e Arma alleate contro le truffe

Il comandante dei carabinieri e il vescovo hanno concordato una strategia preventiva: incontri e porta a porta

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REGGIO EMILIA. Un’istituzione secolare, l’Arma dei carabinieri, si appella a un’istituzione millenaria, la chiesa cattolica. L’obiettivo è quello di contrastare il diffuso fenomeno delle truffe agli anziani. La collaborazione è già stata avviata da tempo e in alcune parrocchie i sacerdoti hanno già sensibilizzato i fedeli nel corso delle omelie domenicali, talvolta invitando anche il maresciallo del paese in chiesa. Ora si vuole rendere ancora più sistematica questa attività preventiva.

Nei giorni scorsi il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Antonino Buda, ha incontrato il vescovo Massimo Camisasca. «Abbiamo discusso di quello che possiamo fare per raggiungere tutte le persone, anche quelle che non frequentano le parrocchie o non leggono i giornali - spiega il comandante Buda -. Le parrocchie metterranno in campo dei volontari per contattare gli anziani casa per casa e metterli in guardia dai pericoli». L’allarme verrà ribadito anche in occasione delle messe domenicali e durante incontri ad hoc che saranno organizzati.

Il fenomeno dei raggiri è da tempo al centro di una capillare attività preventiva. «Le segnalazioni di tentate truffe sono in aumento - prosegue il colonnello - ma purtroppo continuano a verificarsi dei casi nei quali i malintenzionati raggiungono il loro scopo».

Secondo gli inquirenti i truffatori fanno parte di batterie che si spostano continuamente da una città all’altra dell’Italia. «Molti provengono dalla zona di Napoli ma non mancano quelli stanziali».

I carabinieri sono attivi anche sul fronte repressivo: sono in corso alcune indagini, che hanno già portato all’identificazione di numerosi soggetti, per i quali si è proceduto anche a dotarli del foglio di via.

La fantasia dei malviventi non ha limiti e le modalità dei raggiri sono in continua evoluzione. «Si presentano alla porta come tecnici di società di servizi, appartenenti alle forze dell’ordine, inviati dell’Inps oppure spaventano gli anziani dicendo che i loro cari hanno avuto un incidente e dunque sono necessari dei soldi. In alcuni casi i truffatori dimostrano di aver raccolto qualche informazione sui parenti delle loro vittime».

Difendersi da questi reati non è sempre semplice perché le insidie per i cittadini provengono da più fronti. Talvolta il raggiro viene messo in atto da operatori commerciali che commettono delle scorrettezze di varia natura nel proporre i contratti per conto di soggetti terzi. «In ogni caso, quando si ha un dubbio, meglio chiamarci subito», conclude il comandante. (j.d.p.)

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