Gazzetta di Reggio

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I segreti del Duomo tra affreschi nascosti e statue murate

di Elisa Pederzoli
I segreti del Duomo tra affreschi nascosti e statue murate

Guastalla il 2 ottobre ritrova la concattedrale dopo i lavori In cinque anni scoperte artistiche e interventi antisismici

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GUASTALLA. Sono durati cinque anni, intervallati da un terremoto - quello del 2012 che ha piegato l’Emilia - gli imponenti lavori di restauro del Duomo di Guastalla, perla architettonica sulla sponda destra del Po, testimonianza viva di un passato da capitale della città gonzaghesca. Ma ora, ci siamo. Sabato, in anteprima per la stampa, si “alzerà” il sipario sui lavori che riconsegnano all’antico splendore l’edificio sacro consacrato da San Carlo Borromeo, nel 1575, mentre il 2 ottobre l’inaugurazione pubblica ufficiale, con l’apertura della Porta della Misericordia alla presenza del vescovo, monsignor Massimo Camisasca.

Ma la concattredale torna ai guastallesi non solo con le bellezze che tutti si ricordano, bensì arricchita di scoperte. Rinvenimenti artistici preziosi, che gli importanti lavori di restauro guidati dall’architetto Mauro Severi, affiancato dal collega Grassi e dagli ingegneri Modena e Artoni, hanno permesso di riportare alla luce. E di riconsegnare agli occhi di tutti. Nei secoli, infatti, l’edificio sacro ha subito due importanti operazioni di restauro: una alla metà del 1700, l’altra nel 1800 quando la sede abbaziale divenne diocesi e allora si arricchì di decorazioni di gusto neo classico. Gli interventi sono andati avanti almeno fino agli anni Cinquanta del secolo scorso. Per consegnarci la concattredale che i guastallesi conoscono.

Gli interventi di restauro - seguiti dall’Ufficio diocesano dei beni culturali e dalla Sovrintendenza - hanno permesso, attraverso i lavori di ripulitura delle murature, di riscoprire le fasce chiaroscuro dell’impianto decorativo più antico, di metà Settecento. I lavori di installazione dell’impianto di riscaldamento a pavimento sono stati eseguiti rimuovendo integralmente, pezzo per pezzo per poi rimontarlo, il pavimento: ciò ha permesso di individuare strati di quello più antico e la sepoltura, vuota, dell’ultima duchessa di Guastalla, Teodora Darmstadt.

Anche la cappella del Santissimo sacramento è stata ripulita completamente riscoprendo strati pittorici originali. Un intervento che ha permesso di trovare una lunetta affrescata dal Bolognini, allievo di Guido Reni, che rappresenta Dio padre. Era coperta con una finestra affrescata. Inoltre, sono state scoperte due nicchie che nei decenni, e nei secoli, erano state murate: dietro i resti di due statue della fine del Cinquecento. Ora dovranno essere restaurate.

È stata restaurata l’immagine della Madonna di Castello, e il Cristo morto che sotto chili di gesso si è scoperto essere fatto di cotto. Opera di inizio Cinquecento che, chi l’ha vista, descrive come di una espressività impressionante.

Ma la lista degli interventi di restauro artistico è lunga, affascinante. Capace di raccontare la storia, le storie, racchiuse nella concattedrale. E poi, nuovo l’altare, la cattedra e la seduta del celebrante. Nuove le luci. Eppure importanti, e cruciali, sono anche gli interventi di consolidamento antisismico. I terremoti italiani ci hanno mostrato senza pietà la fragilità delle chiese. Lo stesso sisma del 2012 aveva inferto ferite profonde al duomo di Guastalla. I lavori - che hanno potuto contare su di un contributo anche da parte della Regione - sono stati quindi anche di consolidamento, con l’aggiunta di una serie di catene che hanno riguardato la lanterna tamburo e il sistema di copertura.

C’è stato, inoltre, un integrale recupero dei locali di servizio prima abbandonati, ora sistemati con la realizzazione di una nuova sagrestia.

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