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Gli consegnano il trattore rubato, allevatore scoppia in lacrime

di Leonardo Grilli
Gli consegnano il trattore rubato, allevatore scoppia in lacrime

Era stato sottratto a un’azienda agricola di Cadè. Il titolare: «Quando l’ho visto ho pianto, i carabinieri sono stati degli eroi»

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REGGIO EMILIA. Erano in lacrime lo scorso lunedì mattina quando, appena svegli, avevano scoperto che il loro trattore era stato rubato. Il mezzo con cui mandavano avanti tutta l’azienda agricola era sparito, sottratto nella notte da una banda di ladri. E i soldi per prenderne un altro non c’erano. Ma mercoledì, a distanza di due giorni dal furto, hanno pianto di nuovo. Questa volta di gioia.

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Il trattore dei fratelli Andrea e Dante Fantuzzi, infatti, è stato ritrovato dai carabinieri di Sant’Ilario, ai quali i titolari avevano sporto denuncia, abbandonato dentro un casolare fatiscente. «Mi hanno chiamato al telefono – racconta Dante Fantuzzi – e mi hanno descritto il trattore che avevano recuperato. Ed era proprio il nostro. All’inizio non volevo crederci: è stata una delle telefonate più belle della mia vita. “È qui”, mi hanno spiegato, “vieni a prenderlo”. Non me lo sono fatto dire due volte».

Così Fantuzzi si è precipitato a Sant’Ilario, diretto verso una vecchia corte di campagna. Qui ad attenderlo c’erano i militari. «Era un grosso edificio cadente – spiega l’allevatore – il tetto era pericolante e il portone ricoperto di edera. Non so come abbiamo fatto i carabinieri a trovarlo e con che coraggio siano entrati: sembrava che potesse crollare da un momento all’altro. Ma quando mi hanno portato dentro l’ho visto. Era il nostro trattore, perfettamente intatto, senza nemmeno un graffio. E così non ho resistito: sono scoppiato in lacrime, dalla gioia. Sono stati degli eroi».

Quel mezzo infatti è la colonna portante dell’attività condotta all’interno dell’azienda agricola. Se non fosse stato ritrovato, sarebbero stati in grossa difficoltà.

«Noi produciamo Parmigiano Reggiano per una società – racconta Dante – la Nuova 2000 di Cavriago. Siamo qui da sempre, prima di noi c’era nostro padre. Abbiamo novanta capi di bestiame e con quel trattore ci facciamo di tutto. Lo usiamo per sfalciare, portare via i liquami, imballare. L’alternativa sarebbe stata comprarne uno nuovo ma non ce l’avremmo fatta. Questo lo abbiamo pagato oltre 60mila euro, rateizzati in cinque anni. Adesso uno nuovo sarebbe costato sugli 80mila. Troppi».

Fortunatamente la vicenda si è risolta nel migliore dei modi e un presidio economico del territorio reggiano non è stato costretto a chiudere per l’azione di qualche criminale. Adesso, però, resta il timore che un episodio simile si possa verificare di nuovo: «Ora abbiamo paura, prenderemo sicuramente dei provvedimenti. Un allarme lo metteremo per forza, anche se poi queste persone, quando vogliono rubare qualcosa, lo fanno e basta, senza curarsi di altro. Certo questa vicenda è veramente assurda, un tempo non avrei mai pensato che qualcuno potesse farci questo».

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