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«Il Comune paga 2 persone coi voucher»

«Il Comune paga 2 persone coi voucher»

Cavriago, lettera aperta della Fp-Cgil al sindaco: «Svilimento del lavoro e messa a rischio della riservatezza dei cittadini»

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CAVRIAGO. La segreteria Fp-Cgil di Reggio Emilia intervenie duramente contro la determina datata primo settembre 2016 del Comune di Cavriago, a firma del capo settore Enrica Ugolotti, che ha per oggetto l’affidamento di due incarichi all’Uffico tributi, per «potenziare l’attività di emissione di avvisi di accertamento sui tributi locali». E che prevede il pagamento con i contestatissimi, da parte del sindacato, voucher.

«Abbiamo appreso dell’esistenza di un bando di selezione per due figure da adibire all’ Ufficio tributi del Comune di Cavriago. Siamo rimasti sconcertati nell’apprendere che le due figure in questione, particolarmente qualificate stando ai requisiti richiesti nel bando di selezione, saranno remunerate con voucher del valore di 10 euro lordi ciascuno» scrive la Fp-Cgil in una lettera aperta indirizzata al sindaco, Paolo Burani.

I requisiti sono il diploma di ragioniere e perito commerciale, buona conoscenza del software Office, dei database. I candidati devono essere inoccupati per partecipare al bando. L’occupazione prevede fino a un massimo medio di 20 ore settimanali, da pagari con voucher da 10 euro. Al netto sono 7,50 euro l’ora.

«Riteniamo sbagliata questa scelta, improntata allo stile low cost, della giunta sulla quale non possiamo esimerci dall’esprimere un giudizio assolutamente negativo sul piano dell’opportunità politica e di quella amministrativa – prosegue il documento –. Sul piano politico osserviamo che la giunta che lei presiede avrebbe potuto, pur nel rispetto dei vincoli finanziari vigenti e di merito, contro cui la Cgil e la Fp-Cgil si sono sempre battute raccogliendo un milione e mezzo di firme per un referendum abrogativo del lavoro accessorio, orientarsi verso soluzioni diverse che avrebbero potuto assicurare ogni tutela ai due lavoratori (malattia, ferie, copertura previdenziale, maternità eccetera) e garantire loro una retribuzione adeguatamente proporzionata alla qualità ed alla quantità della prestazione lavorativa richiesta come la Costituzione repubblicana vuole».

«Utilizzare lo strumento normativo più “povero”, sia in termini economici che contenutistici, che l’ordinamento mette a disposizione non solo costituisce uno svilimento del lavoro materiale che sarà prestato ma, a ben vedere, costituisce principalmente uno svilimento del lavoratori in quanto persone che sono, per un evidente fatto naturalistico, indissolubilmente legate al loro lavoro. Svilire il lavoro pagandolo con un “pugno di riso” significa svilire la persona stessa che quel lavoro svolge».

«Sul piano dell’opportunità amministrativa, il nostro giudizio è altrettanto negativo; infatti, secondo la procedura individuata dalla giunta, non si costituirebbe, nel caso di specie, alcun rapporto giuridico tra le due figure in fase di selezione e l’ente comunale, con la conseguenza di mettere a disposizione di soggetti totalmente estranei alla Pubblica amministrazione e perciò senza alcun obbligo di riservatezza una serie di dati sensibili, quali quelli direttamente e indirettamente connessi alle posizioni tributarie dei cittadini del Comune di Cavriago – sottolineano –. Suggeriamo a lei e alla sua giunta di rivedere la decisione adottata e di esplorare altre modalità di reclutamento del personale a tutela dei lavoratori, della cittadinanza e che sia in linea con il patrimonio storico e politico del Comune di Cavriago».

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