«Di pessimo gusto, abbiamo ben altro stile»
Il presidente Ermete Fiaccadori: «Da Renzi solo motivi politici, Smuraglia invece è entrato nel merito»
REGGIO EMILIA. «Condivido in pieno le parole di Smuraglia: citare Germano Nicolini è stato di pessimo gusto». Ermete Fiaccadori, presidente dell’Anpi provinciale, giovedì sera era presente a Bologna ad assistere al dibattito, insieme a una decina di persone della segreteria reggiana. Un’altra delegazione era guidata dal segretario del Pd Andrea Costa.
Perché, Fiaccadori, è stato di pessimo gusto?
«In apertura c’è stato una sorta di patto: nelle condizioni d’ingaggio del dibattito non bisognava entrare in valutazioni su partigiani buoni e partigiani cattivi, ha premesso Lerner, patto che Renzi non ha rispettato. Tant’è che quando Lerner ha domandato a Smuraglia cosa pensasse delle varie posizioni emerse nel Pd (con alcuni dichiaratisi per il no), il nostro presidente nazionale ha risposto che le questioni interne al Pd riguardano solo il Pd. Questa è la differenza di stile».
Cosa ne pensa della posizione di Nicolini?
«Questione già chiarita, non è una novità. L’ho dichiarato tempo fa e ne ho parlato anche con il diretto interessato: la sua è una convinzione legittima e lui deve sentirsi pienamente dentro l’Anpi, pur avendo una visione diversa».
Giudizio complessivo del dibattito?
«Un confronto molto positivo: nonostante Renzi abbia posto considerazioni prettamente politiche, su alcuni aspetti importanti si è entrati nel merito. Ad esempio a me Smuraglia è piaciuto molto quando ha spiegato che è impossibile pensare a senatori part-time e che, se si vuole superare il bicameralismo paritario, non si possono lasciare al Senato importanti competenze (su Costituzione, Europa e autonomie locali) che vanno comunque espletate: sarebbe come quanto accaduto con le Province, una riforma a metà. Il Senato verrebbe sostituito da un ente non ben definito». (am.p.)
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