La ceramica Rondine acquista l’ex Sadon
L’azienda acquisisce lo stabilimento di Buvolo, in cui lavorano 90 persone. I sindaci: «Bene, lo chiedevamo da anni»
VETTO. E’ ufficiale: Rondine Spa vuole acquistare la ex Sadon di Vetto. Il Consiglio di amministrazione del gruppo ceramico modenese guidato da Lauro Giacobazzi, cui nel Reggiano fanno capo lo stabilimento di Rubiera e quello di Buvolo di Vetto, ha deliberato ieri di presentare una proposta irrevocabile di acquisto alla procedura fallimentare ex Sadon, finalizzata all’acquisizione a titolo definitivo del relativo ramo aziendale, garantendo in tal modo la conservazione del sito produttivo di Buvolo e dei 90 posti di lavoro. Una intenzione che, finora, era rimasta nell’ambito dell’ufficiosità.
Negli ultimi mesi il sindacato Filctem-Cgil e i sindaci del territorio montano avevano espresso preoccupazione sugli investimenti (promessi ma non ancora effettuati) a Rubiera e sul futuro di Buvolo, sul quale pende la spada di Damocle della scadenza del ramo di affitto nel giugno 2017. La fabbrica, proveniente da anni travagliati, produce battiscopa in varie tipologie e formati. Nel 2009 (il nome era Cav) si era trovata al centro di una procedura fallimentare e lo stabilimento era stato dato in affitto per tre anni al Gruppo Rondine, con quote all’azienda turca Seramiksan, ma il tempo stringeva e si temeva che la Rondine non passasse ai fatti. Ora l’annuncio fornisce una garanzia per l’immediato futuro. I sindaci Fabio Ruffini di Vetto ed Enrico Bini di Castelnovo Monti, quest’ultimo in qualità di presidente dell’Unione Appennino Reggiano, plaudono alla buona notizia: «Esprimiamo soddisfazione per l’azione di grande responsabilità – affermano –. Questa decisione, che permette di superare una situazione di incertezza sulla stabilità occupazionale in una zona montana estremamente vulnerabile, era invocata da anni a gran voce dalle amministrazioni locali e forze sociali, e si configura come il completamento di un progetto industriale, iniziato nel 2010, che rappresenta un grande valore per l’economia del territorio».
Meno trionfalistico il commento di Andrea Costi, della Filctem-Cgil: «Positivo, soprattutto perché c’è maggior spazio di manovra da qui a giugno. Ora questa delibera dovrà trovare applicazione: l’azienda, che non ha quantificato l’offerta, dovrà trovare un accordo con il tribunale, partecipare all’asta giudiziaria e, insomma, seguire l’intero iter legislativo, non immediato».
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