Gazzetta di Reggio

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Un giorno da studenti nelle aule-container del Gobetti

di Leonardo Grilli
Un giorno da studenti nelle aule-container del Gobetti

Abbiamo visitato le strutture provvisorie dell’istituto scolastico di Scandiano, oggetto di lavori per l’ampliamento di un’ala della scuola che porterà otto nuove classi

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SCANDIANO. Da fuori sembrano grosse attrezzature da cantiere in metallo blu, poggiate lì quasi per errore. Dentro, invece, sono due classi perfettamente attrezzate e funzionanti, che non hanno nulla da invidiare a quelle canoniche. I primi studenti sono entrati a fare lezione nelle aule-container dell’istituto superiore Piero Gobetti di Scandiano e, dopo settimane di polemiche, abbiamo deciso di fingerci anche noi dei liceali per verificarne con mano le condizioni.

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E alla fine sembra proprio che l’apparenza inganni. Tutto è infatti stato pensato nei minimi dettagli per garantire il massimo comfort possibile ai ragazzi. La struttura è isolata termicamente dall’esterno e, nonostante ieri il primo freddo si sia abbattuto su Reggio Emilia e provincia, dentro le due “scatole in metallo” la temperatura è confortevole.

Se visti da fuori sembrano molto stretti, in realtà lo spazio è lo stesso, se più ampio, della maggior parte della classi normali e tanto il pavimento quanto i rivestimenti interni in legno chiaro contribuiscono a creare un ambiente confortevole. Appena aperta la porta ci troviamo davanti la cattedra e una grossa lavagna nera. Davanti a loro i banchi e le sedie.

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Sono venti in tutto, disposti in due file parallele da dodici e da otto, e brillano di un bianco che sa di nuovo. Acceso dall’illuminazione al neon e dalla luce delle sei finestre, dotate di un sistema di “filtraggio” che permette di regolare, senza aprirle, la quantità di aria che deve passare dall’esterno.

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Bianche anche le prese di corrente, sparse in tutta l’aula, e i tre termosifoni elettrici che accompagnano la fila di banchi. Accanto alla porta invece un climatizzatore in grado anche di rinfrescare l’ambiente.

I bagni invece non ci sono ma basta attraversare il cortile per trovare a due passi quelli interni della scuola. È qui dunque, in questi container, che andranno a rotazione le classi del triennio dell’istituto, in attesa del completamento dei lavori di ampliamento.

E dopo averle viste non fatichiamo a credere a quello che ci ha raccontato il vicepreside: «Il battesimo è toccato a due quarte del linguistico e nessuno dei ragazzi si è lamentato. Anzi, sono stati bene».

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