«Un desiderio e un’attesa che abbiamo visto crescere»
GUASTALLA. «Quando sono iniziati i lavori, non potevo immaginare quello che sarebbe successo, ma il fatto che la concattedrale sia la chiesa del vescovo ha avuto la sua importanza. Non dimentichiamo...
GUASTALLA. «Quando sono iniziati i lavori, non potevo immaginare quello che sarebbe successo, ma il fatto che la concattedrale sia la chiesa del vescovo ha avuto la sua importanza. Non dimentichiamo che, poco dopo il suo arrivo in Diocesi, il vescovo Massimo Camisasca ha voluto visitare la concattedrale per vedere lo stato in cui si trovava la chiesa e si è poi sempre tenuto informato».
Così ha esordito monsignor Alberto Nicelli, vicario della Diocesi Reggio Emilia-Guastalla e parroco di Guastalla, varcando la soglia del duomo. E poi ha aggiunto: «Dopo un primo momento nel quale, forse anche a causa del terremoto, l’attenzione era molto meno evidente, c’è stato poi un crescendo di attenzione. Direi che il momento di svolta è stato quando due anni fa, in occasione della manifestazione “Piante e animali perduti”, abbiamo riaperto per due giorni. C’è un desiderio e un’attesa che abbiamo visto crescere – ha spiegato il monsignore – in particolare dopo l’ultima assemblea pubblica partecipatissima del 6 giugno scorso, a partire dalla quale si è accesa una “gara” di solidarietà per sostenere economicamente l’ultima parte dei lavori di restauro». (m.p.)
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