Auto-fantasma sul web, doppio raggiro
Quattro Castella: un 50enne prima ha inviato 250 euro di caparra, poi altri 250 per le pratiche
QUATTRO CASTELLA. La truffatrice commercializza online auto usate, che ovviamente non consegna. Quando l’acquirente ha provveduto a pagare la caparra richiesta, la truffatrice ha chiesto via Whatsapp le foto dei documenti e del codice fiscale per effettuare il passaggio di proprietà. E quando l’acquirente ha ottemperato anche alla seconda richiesta, la truffatrice è sparita nel nulla. In questo modo la “doppia truffa” è servita. Per questo motivo una 23enne torinese abitante a Cascinette d’Ivrea è stata denunciata dai carabinieri della stazione di Quattro Castella alla Procura di Reggio Emilia per il reato di truffa.
La vittima è un 50enne abitante a Quattro Castella che voleva acquistare un’auto. Dopo aver visto su internet l’inserzione di una Volfswagen Golf in vendita a 1.300 euro, ha contattato telefonicamente l’inserzionista concordando l’acquisto della macchina. Dopo aver ricevuto il versamento di 250 euro a titolo di caparra, l’inserzionista ha contattato il 50enne chiedendo l’invio – tramite Whatsapp – delle foto dei documenti e del codice fiscale, per poter adempiere alle formalità amministrative concernenti il passaggio di proprietà e chiedendo altri 250 euro per coprire le relative spese. Ottenuto anche il secondo versamento, l’inserzionista è sparita nel nulla.
La vittima, avendo compreso solo allora di essere stato raggirato, si è presentato ai carabinieri della stazione di Quattro Castella trovando le certezze ai suoi sospetti. I carabinieri, infatti, dopo una serie di riscontri tra l’Ip del computer utilizzato per l’annuncio, la carta prepagata dove erano confluiti i soldi e l’utenza telefonica, hanno identificato la venditrice, accertando che l’inserzione della Golf con la quale aveva adescato il reggiano era solo la punta di un iceberg di una condotta truffaldina che l’avevano vista raggirare, con le stesse modalità, altre persone. Nei confronti della ragazza è scattata quindi la denuncia a piede libero.
Il modus operandi era ormai rodato. La donna, grazie a inserzioni-esca che trattavano a prezzi assolutamente convenienti la vendita di vetture usate, si insediava nei siti di compravendita più cliccati raggirando le persone. Aveva una carta prepagata su cui ricevere i soldi. I clienti la contattavano tramite un numero telefonico: le trattative correvano grazie al numero presente sulle inserzioni. Quando sulla carta prepagata veniva accreditata la caparra richiesta, la truffatrice ricontattava l’acquirente chiedendo prima i documenti e poi i soldi per il passaggio di proprietà dell’auto, salvo poi sparire quando riceveva anche la seconda parte dei soldi richiesti.
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