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Comitati pro fusione uniti Coinvolti i gruppi di giovani

Comitati pro fusione uniti Coinvolti i gruppi di giovani

CAMPEGINE. Fusione tra Sant'Ilario, Campegine e Gattatico: i comitati per il sì – Comune Nuovo, Camminiamo Insieme e Unione Civica – cominciano a collaborare tra di loro e, per la prima volta, danno...

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CAMPEGINE. Fusione tra Sant'Ilario, Campegine e Gattatico: i comitati per il sì – Comune Nuovo, Camminiamo Insieme e Unione Civica – cominciano a collaborare tra di loro e, per la prima volta, danno spazio ai giovani.

Un gruppo di una quindicina di ragazzi tra i 20 e i 30 anni – studenti universitari o alle prime esperienze lavorative – si sono riuniti venerdì scorso in un bar di Campegine, invitati a dire la loro sul progetto che porterà alle urne circa 23mila abitanti il 16 ottobre. Ne è uscito un documento – a firma Unione Civica – dove i ragazzi parlano di «un’identità che noi riteniamo già “fusa”»; indicano le «possibilità lavorative che si aprirebbero con un nuovo polo industriale nei pressi del casello autostradale»; lanciano l’idea di «utilizzare locali pubblici che andrebbero a liberarsi con la fusione per costruire laboratori di idee e start-up»; additano la necessità di «potenziare le reti informatiche». Gabriele Vinzani, studente di Scienze politiche a Trieste, spiega gli obiettivi del gruppo di giovani.

Perché impegnarsi a favore della fusione?

«Per modificare lo status quo: il piccolo Comune non è più in grado di sfruttare le risorse disponibili (ad esempio quelle europee) e di offrire opportunità di lavoro. Grazie a Comune Nuovo e Unione Civica, abbiamo la possibilità di far sentire la nostra voce e di essere protagonisti di un cambiamento storico».

Pare che il tema dell’identità sia poco sentito dai giovani.

«Sì, confini e identità ci interessano poco. Primo, perché siamo abituati a spostarci. Ad esempio, io Campegine la vivo poco, ma seguo quello che mi interessa via Skype. Secondo, perché io e miei coetanei siamo tutti nati a un quarto d’ora di auto: di quale identità stiamo parlando? Di Campegine o di una zona?».

Quale nome le piacerebbe per il futuro Comune unico?

«Tannetum, perché era l’antica città romana. Più identità di così, ci sono solo le palafitte…».

Pensa che l’opinione sulla fusione sia anche una questione generazionale? O l’indifferenza è trasversale?

«Senza dubbio, le maggiori resistenze provengono dagli adulti, perché sono abituati ad un determinato contesto. Sull’indifferenza, a me piace interessarmi di politica, come indicano i miei studi, ma molti miei coetanei non sanno di cosa si tratta. C’erano pochissimi giovani nelle rare riunioni pubbliche».(am.p.)

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