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Gelati reggiani in Spagna: «Ho realizzato un sogno»

di Roberto Giampietri
Gelati reggiani in Spagna: «Ho realizzato un sogno»

Reggio Emilia: Marco Picchi, 44 anni, dalla Pappagnocca si è trasferito in Andalusia. Qui ha aperto la “Golosona”: «Latte a parte, uso solo prodotti made in Italy»

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REGGIO EMILIA. Qui il vento di levante scompiglia i capelli. Qui il sole pare non tramontare mai. Qui c’è un gelato che alla prima cucchiaiata riporta ai sapori della gelateria sotto casa, a Reggio. E non può che essere così, dato che a farlo è un reggiano originario della Pappagnocca che ha scelto di vivere e lavorare qui. «Latte a parte, utilizzo solo prodotti reggiani» sottolinea con orgoglio. Qui è Zahara de los Atunes, Andalusia, Spagna, Costa della Luz. Il reggiano che ha aperto la “Golosona”, questo il nome del locale, è il 44enne Marco Picchi.

Marco, ci dice come è arrivato in Andalusia?

«Sono arrivato in Spagna a 32 anni. Avevo voglia di cambiare, di fare qualcosa di diverso. Prima lavoravo come perito meccanico in un’azienda del settore, poi nella grande distribuzione. Io e la mia ex ragazza, durante una vacanza, siamo rimasti colpiti da questa zona. Lei è estetista, così abbiamo deciso di aprire un centro estetico a Barbate,a dieci chilometri da Zahara. Poi ho fatto per quattro anni il bagnino e insegnavo nuoto ai bimbi a Vejer de la Frontera».

E la gelateria?

«È nato tutto per caso. Si è presentata l’opportunità, parlandone, mentre stavo giocando a tennis. Ed è subito scattata l’idea. Ho acquistato i macchinari in Italia, cinque giorni di viaggio e 5.600 chilometri per portare le attrezzature qui e riportare il camion che mi aveva prestato un amico a Reggio. Già da qualche tempo avevo conosciuto Carolina, mia moglie. Insieme abbiamo deciso di intraprendere questa avventura, insieme abbiamo aperto la gelateria nel 2009».

Perché proprio a Zahara?

«È una città con un turismo medio-alto e d’estate c’è molto movimento. Poi c’è un clima da far invidia. Trecento giorni di sole l’anno, a novembre si può ancora fare il bagno. Posso aggiungere una cosa? A me vedere sempre il mare davanti agli occhi fa stare bene».

Quindi non le manca Reggio?

«Mi mancano le cene con gli amici. Torno tutti gli anni, a Natale. A Reggio sto bene, ma sto altrettanto bene qui. E dopo un po’ che sono via, ho bisogno di rivedere quella linea blu davanti agli occhi (ride, ndc)».

Cosa vuol dire avere una gelateria in Spagna?

«Vuol dire far qualche sacrificio, proprio come in Italia. I primi tempi c’era meno concorrenza. Adesso, solo a Zahara, ci sono dieci gelaterie. Ma amo il mio lavoro, siamo venuti qui per vivere una vita meno stressante. Ci stiamo riuscendo e siamo felici».

I gusti andalusi sono come quelli italiani?

«I grandi classici sono gli stessi. Diciamo che qui c’è qualche gusto diverso che, a Reggio, non andrebbe. Un esempio? Il leche merengado: i nonni spagnoli ne sono ghiotti ma in Emilia farebbe fatica».

Dove si vede tra dieci anni?

«Non ci penso troppo. Ma di una cosa sono sicuro: in un posto di mare».

Ha detto che di Reggio le mancano soprattutto le improvvisate con gli amici. Nient’altro?

«Sicuramente mi manca mia mamma. Poi anche un po’ la cucina, soprattutto cappelletti ed erbazzone. Ma per fortuna a Natale manca poco…».

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